La notizia lo ha raggiunto mentre era al lavoro, in quella semilibertà che da tempo è il suo unico contatto con il mondo esterno. Quando è arrivato il messaggio dell’avvocata con i dettagli del soliloquio di Sempio, Alberto Stasi è scoppiato in lacrime. Non è solo la stanchezza di diciannove anni tra processi e cella, ma lo choc di scoprire dettagli che non aveva mai nemmeno immaginato. Oggi Alberto Stasi spera nella revisione del processo con una forza nuova: l’idea che qualcuno possa aver violato l’intimità sua e di Chiara, entrando nei loro file privati, lo ha lasciato senza parole.
Un pianto liberatorio e una cena tra amici
Dopo aver saputo della chiusura delle indagini su Andrea Sempio, Alberto ha passato momenti di profonda commozione. Ha cenato rapidamente con un amico fidato prima di rientrare, come ogni sera dal 2015, nel carcere di Bollate. Solo la mattina dopo, leggendo i giornali, ha realizzato la portata di quanto sta accadendo a Pavia. In un pranzo veloce nel quartiere Brera con la sua legale, Giada Bocellari, ha cercato di rimettere insieme i pezzi di una verità che sembrava ormai scritta nella pietra.
Il mistero dei video intimi mai sospettati
Stasi è rimasto letteralmente di sasso davanti alle parole di Sempio. Ai suoi legali ha giurato di non aver mai saputo di possibili intrusioni nel PC di Chiara. All’epoca Alberto non usava quel computer e non sapeva nemmeno dove la fidanzata salvasse i loro filmini privati. «Non avevo la più vaga idea che qualcuno potesse aver avuto accesso a quei video», ha ribadito. Per lui, quella casa era un luogo protetto, dove i genitori di Chiara erano quasi sempre presenti, rendendo impensabile l’idea di un “guardone” informatico.
Alberto Stasi spera nella revisione del processo dalla cella
L’Alberto di oggi è molto diverso dal ragazzo che studiava ogni singola virgola dei fascicoli processuali. Adesso legge poco le carte, preferisce aspettare e avere fiducia negli “uomini di buona volontà”. Tuttavia, l’indagine su Sempio è diversa dalle altre: è un’inchiesta seria, che tocca punti nevralgici del delitto. De Rensis, suo storico difensore, lo descrive come un uomo in equilibrio, consapevole di essere un detenuto ma con una speranza che cresce di ora in ora.
L’obiettivo dei legali: portarlo fuori subito
La strategia della difesa è già tracciata. Con gli atti inviati alla Procura Generale di Milano, gli avvocati Bocellari e De Rensis stanno valutando di chiedere la sospensione della pena. Se il contenuto delle intercettazioni su Sempio fosse confermato, per la difesa non ci sarebbero più dubbi: Alberto Stasi non deve restare in carcere un giorno di più. Le parole catturate nell’auto del nuovo sospettato sono state definite “agghiaccianti” e potrebbero essere la chiave per riaprire le porte di Bollate molto prima del previsto.
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