Ato Napoli 2, via libera alla modifica dello statuto e al futuro compenso per Pirozzi: delibera votata dai sindaci “amici”

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Nel Consiglio d’Ambito dell’Ato Napoli 2, alla fine, la decisione è arrivata. E non ha sorpreso chi, già nelle ore precedenti, aveva letto tra le righe di una proposta dal sapore fin troppo mirato. La delibera è stata approvata ieri: via libera alla modifica statutaria che consente al presidente dell’Ente d’Ambito di percepire un compenso anche in assenza di incarichi da amministratore locale. La formalizzazione del compenso spetterà al direttore generale dell’ambito e avverrò in una fase successiva.

Tradotto: luce verde per Nicola Pirozzi.

Il meccanismo è quello già ipotizzato: l’indennità potrà arrivare fino all’importo percepito dal sindaco del Comune più popoloso dell’ambito, cioè Giugliano. Una norma costruita su misura che trova oggi un unico beneficiario concreto: proprio Pirozzi, non più sindaco dal febbraio 2025 ma ancora saldamente alla guida dell’EDA.

Più che giuridica, la vicenda resta profondamente politica. Perché la modifica è passata grazie al voto favorevole di diversi sindaci, colleghi e — viene difficile non sottolinearlo — alleati. Tra questi Josi Gerardo Della Ragione, il primo cittadino “senza macchia e senza pudore” (con inevitabile ironia) di Bacoli, insieme ad altri.

Una maggioranza che ha scelto di non porsi troppe domande sull’opportunità del provvedimento. Né sul tempismo. Né, soprattutto, sul possibile conflitto di interessi: la delibera porta infatti la firma dello stesso Pirozzi, diretto beneficiario della norma approvata.

È tutto regolare? Formalmente, la risposta che arriva dall’Ente è sì, tra richiami normativi e interpretazioni favorevoli. Ma resta aperto il nodo politico, quello che difficilmente può essere liquidato con un parere tecnico: è opportuno modificare le regole mentre si è seduti esattamente nella posizione che da quella modifica trae vantaggio?

I sindaci hanno deciso che sì, lo è. Senza imbarazzo, o almeno senza mostrarlo. E così quella che appariva come una misura, da molti definita “ad personam”, è diventata realtà, con un voto che pesa non solo per il suo contenuto, ma per il messaggio che consegna.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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