Il gemello maschio ha trascorso la notte insonne. Risvegli frequenti, particolarmente traumatici. Catherine è molto preoccupata per le condizioni di salute dei tre figli, soprattutto del maschietto. Durante la notte li rassicura, li abbraccia, cerca di proteggerli dall’ansia, li veglia.
Il tribunale
La vicenda giudiziaria è ancora aperta. Dal 20 novembre 2025 i diritti genitoriali sono stati sospesi dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Dopo la relazione del 25 febbraio firmata da Lucia Fiorillo, responsabile del servizio minori della casa famiglia, nella quale si chiede con urgenza un collocamento alternativo “più funzionale per l’intero nucleo” i servizi sociali stanno valutando il trasferimento dei minori. Tuttavia non è chiaro se lo spostamento riguarderà l’intero nucleo familiare o esclusivamente la madre, ritenuta un «ostacolo» al progetto educativo. L’ordinanza del Tribunale dispone che siano i servizi sociali a occuparsi delle modalità e dell’organizzazione dell’eventuale trasferimento. Tra le possibili destinazioni in Abruzzo, si opta per le province di Pescara, Chieti o Teramo. I servizi sociali seguono comunque indicazioni dell’autorità giudiziaria su una diversa collocazione rispetto a quella attuale, ancora tutta da stabilire.
E c’è anche il problema mediatico. Non tutte le strutture sono disposte ad accettare la presenza di tv e giornalisti, che presidiano tutti i giorni fuori dal cancello. La comunità di Vasto, considerata tra le realtà di riferimento nel settore, attende le decisioni, dopo una fase definita «particolarmente complessa» che, come specificato, ne avrebbe compromesso l’immagine. Per lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia nel bosco: «Un ulteriore spostamento, di qualunque tipo, sarebbe più disastroso di quanto sta già avvenendo. I bambini hanno bisogno di tre elementi fondamentali: i genitori, una casa idonea e un’équipe interdisciplinare socio-sanitaria che accompagni l’intera famiglia».
L’ambasciata
Il caso della coppia anglo-australiana è seguito a livello internazionale. In una lettera del consolato australiano, risalente a gennaio, viene riportato che inizialmente il Tribunale dell’Aquila aveva chiesto assistenza per individuare «familiari eventualmente disponibili ad assumere la custodia dei minori qualora la responsabilità genitoriale fosse revocata». Il personale consolare aveva indicato «di essere a conoscenza della disponibilità manifestata da Rachael e Pauline ad accudire i minori». Da qui la domanda posta da Catherine: «Se il tribunale sta chiedendo che i familiari assumano i diritti, consentirebbero ai bambini di partire immediatamente per l’Australia?», per poi dichiarare che Rachael non desiderava assumere la custodia. Catherine continua a scrivere a organismi internazionali, come al Conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato, per chiedere aiuto.
Domani iniziano le perizie sui tre bimbi affidate alla consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli e proseguiranno anche sabato. La Ctu dovrà accertare le attuali condizioni di vita dei bambini, lo sviluppo cognitivo e psico-affettivo e le principali figure di riferimento.

























