«Adotta un bene archeologico»: la Città Metropolitana di Napoli alla conquista della BMTA di Paestum con i tesori preziosi e segreti dei suoi 92 Comuni

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Alla XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, dal 29 ottobre al 1° novembre, spazio espositivo doppio rispetto al 2024, un workshop dedicato al progetto e quattro incontri di approfondimento. Con la Città Metropolitana, Comuni, associazioni e operatori che hanno risposto, con entusiasmo, all’invito a ‘scoprire’ il proprio patrimonio archeologico e a costruire una rete con gli enti sovraordinati e con i siti UNESCO del territorio per la massima valorizzazione. Previste degustazioni, esperienze immersive 3D con visori, rievocazioni in costumi d’epoca e tanto altro

Pompei, Ercolano, Oplontis. I siti che si fregiano del riconoscimento di patrimonio dell’umanità UNESCO. Ma anche il Museo di Pithecusae a Lacco Ameno, con la Coppa di Nestore e il Cratere del Naufragio. La Villa Augustea di Somma Vesuviana, che ha restituito le statue di Dioniso e della Peplofora. Il villaggio protostorico sull’acqua di Longola a Poggiomarino, con i suoi isolotti artificiali, canali e piroghe scavate nei tronchi, di recente parzialmente danneggiato da due incendi probabilmente dolosi. Le ville di Cava Ranieri a Terzigno, con una cella vinaria da 42 dolia rimasta ferma al giorno dell’eruzione del 79 d.C., il Museo Matt, e i campi dell’età del Bronzo di Palma Campania, dove il Vesuvio ha sigillato solchi di aratura e tracce del passaggio dei carri. La necropoli paleocristiana di San Vito a Pozzuoli, che si osserva attraverso un pavimento di cristallo nella dimora ottocentesca di Villa Elvira, la cripta ipogea dei Principi Piscicelli-Filangieri a Cercola, il castello medievale di Lettere con la sua necropoli romana dagli epitaffi ancora leggibili, l’antica Suessula di Acerra.

Sotto la cenere del Vesuvio, tra le campagne e i centri storici del napoletano, dormono da secoli tesori archeologici che nessuno ha mai raccontato davvero. Come le Villae rusticae di epoca romana di Trecase, i siti di Portici e San Giorgio a Cremano, e Vivara a Procida, dove si lavoravano ceramiche di tradizione egeo-micenea. Tesori preziosi e segreti sui quali, però, ora la Città Metropolitana di Napoli vuole accendere i riflettori, con il progetto «Adotta un bene archeologico», con cui sarà protagonista assoluta della XXVIII edizione della BMTA di Paestum, l’appuntamento internazionale di riferimento per il turismo archeologico, in programma da domani, giovedì 29 ottobre, a domenica 1° novembre negli spazi del Next, l’ex Tabacchificio Cafasso.

L’Ente di piazza Matteotti offrirà i suoi spazi a tutto il territorio: lo stand istituzionale (proprio per questo raddoppiato rispetto all’ultima partecipazione, nel 2024) diventerà una vetrina per i Comuni metropolitani, le associazioni e gli operatori del settore che hanno aderito con grande entusiasmo all’apposita manifestazione di interesse, e che saranno protagonisti anche dei tre momenti di approfondimento scientifico che la Città Metropolitana ha promosso e organizzato nel corso della Borsa, in programma venerdì 30 e sabato 31 ottobre.

«Ciascuno dei 92 Comuni che compongono la Città Metropolitana di Napoli – afferma il Sindaco metropolitano, Gaetano Manfredi – custodisce almeno una testimonianza del proprio passato: ville romane, necropoli, ipogei, resti di acquedotti e antichi insediamenti, che messi insieme, fanno del territorio metropolitano di Napoli l’area a più alta densità archeologica d’Italia, per numero ed estensione dei siti rispetto all’ampiezza del territorio, e con ogni probabilità del mondo. Sono beni di straordinario valore che spesso restano ai margini dei circuiti turistici e della conoscenza stessa delle comunità locali: un patrimonio che attende soltanto di essere messo a sistema con i luoghi UNESCO, per diventare leva di sviluppo turistico e culturale e di crescita economica».

«Il progetto invita, da un lato – spiega il Consigliere metropolitano delegato alla Promozione del Territorio e all’Agricoltura, Vincenzo Cirillo, che coordina la partecipazione dell’Ente alla Borsa – i territori a scoprire, segnalare e valorizzare le proprie vestigia del passato e, dall’altro, i Parchi archeologici, le Soprintendenze e altri gli organismi preposti alla tutela e alla promozione a prendersene cura, restituendoli alla massima fruizione pubblica. L’obiettivo è costruire itinerari e percorsi di promozione che accompagnino visitatori e turisti dai siti più celebri a quelli meno noti, distribuendo l’attenzione su tutta l’area metropolitana. Itinerari che devono, tuttavia, essere accompagnati da azioni di valorizzazione anche delle eccellenze enogastronomiche, del buon cibo, dell’artigianato, delle produzioni agricole, per offrire un turismo esperienziale e immersivo. Ed è per questo che ho voluto mettere insieme non solo i soggetti competenti in materia archeologica, ma anche tutti quegli operatori che promuovono e valorizzano i presìdi e le peculiarità del territorio. Ritengo, infatti, che si debba parlare di ‘adotta un bene archeologico’ ma anche di progetti innovativi come potrebbe essere ‘degusta un bene archeologico’, con un evidente invito a vivere il territorio a 360°».

La risposta del territorio: uno stand da vivere e un vasto programma scientifico

«Il lavoro svolto fin qui, con la ricognizione dei beni di tutti i 92 Comuni – ha proseguito Cirillo – si configura di fatto come un vero e proprio censimento del patrimonio archeologico dell’intera area. Portarlo a Paestum, davanti a buyers, giornalisti e studiosi di tutto il mondo, significa dire che Napoli è una grande area metropolitana della cultura, capace di tenere insieme le sue icone e le sue storie meno conosciute. Con l’America’s Cup, Napoli sarà meta di visitatori da ogni parte del mondo: vogliamo portarli anche in questi luoghi, allungando i tempi di permanenza e alleggerendo i flussi dai luoghi più affollati».

L’idea è stata accolta con grande entusiasmo da Comuni, associazioni, reti di Pro Loco e operatori del settore, entusiasmo che si è manifestato negli incontri preparatori al Salone e nelle proposte messe in campo, con itinerari che mettono insieme patrimtinerari onio archeologico, eccellenze paesaggistiche, degustazioni e percorsi esperienziali che spaziano anche nella realtà virtuale, in linea con uno dei percorsi della BMTA, definito, per l’appunto, ArcheoVirtual.

Il risultato è stato la realizzazione di uno spazio espositivo vivace e multisensoriale. Chi si fermerà allo stand metropolitano potrà indossare un visore e scendere nella cripta Filangieri di Cercola o passeggiare dentro la ricostruzione 3D del santuario di Dioniso, situato fuori dal perimetro della cinta muraria della Pompei antica, in località Sant’Abbondio, all’interno del tessuto urbano moderno, e abbinare alla realtà virtuale le degustazioni guidate di AIS Campania, anch’esse realizzate con l’impiego di visori interattivi 3D per un’esperienza di fruizione immersiva. Potrà assaggiare le eccellenze legate a ricette e preparazioni antichissime, dal Pomodorino del Piennolo alle sementi storiche e le conserve identitarie di Slow Food, fino ai vini in anfora di Lacco Ameno e a quelli dei Monti Lattari. Ci saranno video illustrativi, mostre sulla necropoli di San Vito e sull’ossidiana, laboratori di archeologia simulata per scuole e famiglie. E poi spazio alla DMO Vesuvio, in rappresentanza di 15 comuni alle pendici del vulcano, alle Pro Loco dell’UNPLI, e all’Archeofestival del Gruppo archeologico Terramare 3000. A completare il quadro, rappresentanti del territorio in costume d’epoca: i rievocatori di Militum Schola con l’anteprima del rito del Navigium Isidis e la Fondazione Carnevale di Palma Campania con costumi e strumenti della tradizione.

Il programma scientifico: intese per ‘l’adozione’ dei beni archeologici. Alla ricerca della Villa Accademia di Cicerone: è sotto lo stadio di Antonino Pio a Pozzuoli? L’incontro con i buyers

La Città Metropolitana vivrà da protagonista anche il programma di approfondimento. Venerdì 30 ottobre, alle 11.30 nella Sala Velia, l’incontro «Dalla Città Metropolitana di Napoli il progetto “Adotta un bene archeologico”» sarà introdotto e moderato dal Consigliere delegato Vincenzo Cirillo, con rappresentanti della Regione Campania, sindaci, Parchi archeologici, Soprintendenze, associazioni e Pro Loco. Nella sezione ArcheoIncoming seguiranno quattro incontri brevi, ciascuno costruito su un itinerario: venerdì 30, alle 14.30, il ruolo del territorio metropolitano nelle Rotte del Mediterraneo nell’età del Bronzo, e alle 14.45 le vie delle necropoli paleocristiane, da San Vito a Pozzuoli alle catacombe napoletane fino alle basiliche di Cimitile. Sabato 31, alle 14.30, le sorgenti termali, da Ischia ai Campi Flegrei fino a Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, e alle 14.45 l’itinerario tra le ville di Cicerone: Villa Accademia sarà sotto lo stadio di Antonino Pio a Pozzuoli? Nello stesso giorno si terrà il workshop con i buyer nazionali ed esteri: la Città Metropolitana ha offerto la possibilità a diversi operatori del territorio che hanno risposto alla manifestazione dei interesse di parteciparvi gratuitamente.

La BMTA: per i visitatori ingresso gratuito anche agli Scavi e al Museo di Paestum

L’edizione 2026 della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico è dedicata alla narrazione del passato attraverso il digitale e celebra i vent’anni di ArcheoVirtual, la sezione che racconta come le nuove tecnologie abbiano cambiato il modo di conoscere e comunicare l’antico. Il Salone è aperto giovedì 29, venerdì 30 e sabato 31 ottobre dalle 10 alle 19, e domenica 1° novembre dalle 10 alle 13. La partecipazione al Salone, alle conferenze e alle attività didattiche è gratuita. Coloro i quali visiteranno la BMTA potranno entrare gratuitamente anche agli Scavi di Paestum e al Museo archeologico.

Negli spazi espositivi sono allestiti più di 100 stand di Regioni, Enti di promozione turistica italiani ed esteri, Ministeri, Parchi Archeologici, Musei e aziende del settore. Per tutta la durata dell’evento si svolgerà un ricco e articolato palinsesto con decine di incontri, dibattiti e tavole rotonde che coinvolgerà oltre 900 relatori accademici, istituzionali e scientifici.

 

 

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