Si riaccendono i riflettori sulle ultime elezioni amministrative di Giugliano. La Procura di Napoli Nord ha iscritto nel registro degli indagati Pasquale Di Fenza e Annarita Patriarca nell’ambito di un filone d’inchiesta che riguarda le firme a sostegno delle liste collegate all’attuale sindaco D’Alterio. Secondo l’ipotesi investigativa, al centro degli accertamenti ci sarebbero presunte irregolarità nella raccolta e nell’autenticazione delle sottoscrizioni dei presentatori di lista: alcune firme, stando a quanto emerge, sarebbero considerate non genuine. I due indagati dovranno essere ascoltati a breve dal pubblico ministero titolare del fascicolo.
Il punto politico e democratico, prima ancora che giudiziario, è evidente: con liste in meno per mancanza di requisiti, l’esito elettorale potrebbe non essere stato lo stesso. È una valutazione che, naturalmente, dipenderà dagli accertamenti della Procura e dall’eventuale tenuta delle contestazioni nelle sedi competenti.
Sul piano istituzionale, la vicenda delle firme si inserisce in un contesto già complesso. In passato, infatti, Viminale e Prefettura di Napoli hanno assunto la decisione di non procedere allo scioglimento dell’ente per infiltrazioni mafiose, chiudendo il percorso ispettivo con un decreto di insussitenza della condizioni, paventando una mancata non continuità tra i due consigli comunali che si sono succeduti.
Eppure con dati oggettivi alla mano la continuità (nei gruppi, nei riferimenti, nelle dinamiche territoriali) è invece palese. E ora cosa farà la Prefettura di Napoli, quali saranno gli scenari prossimi e futuri?
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