«È stato un attimo, poteva finire in tragedia. Mia moglie era in camera poco prima che crollasse tutto». Pina e Enzo fanno ancora fatica a realizzare quanto accaduto. La sua famiglia è quella che ha riportato i danni più gravi nella palazzina colpita dalla frana tra via Roma e Casa Baiano, nel centro di Marano di Napoli. Detriti e blocchi di tufo hanno invaso balcone e camera da letto, devastando l’appartamento.
Oggi, però, più della paura pesa l’incertezza. Le 26 famiglie dello stabile sono lontane dalle proprie case e attendono i passaggi formali legati al sequestro e ai provvedimenti necessari per avviare la messa in sicurezza. Senza questi atti non è possibile programmare interventi né avere indicazioni sui tempi di rientro.
«Non sappiamo cosa succederà adesso», spiegano alcuni residenti. C’è chi è stato sistemato in albergo e chi ha trovato ospitalità da parenti, ma tutti condividono la stessa angoscia: l’idea che il rientro possa richiedere mesi e che l’attesa si prolunghi oltre il previsto.
Anche chi non affacciava sul lato interessato dalla frana vive con apprensione questa fase sospesa. La prospettiva di lavori complessi e il timore che nuove piogge possano aggravare il quadro alimentano l’ansia collettiva.
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