I due poliziotti rimasti vittime della violenza dei manifestanti a Torino raccontano per la prima volta quanto accaduto sabato scorso. Ancora provati dall’esperienza e con una lunga prognosi davanti, hanno scelto comunque di ricostruire la drammatica dinamica degli scontri che li ha visti coinvolti.
«I ricordi di quei momenti sono ancora confusi», racconta Lorenzo Virgulti. «Eravamo impegnati negli scontri già da tempo e, a un certo punto, ci siamo ritrovati accerchiati. La situazione era estremamente tesa e ogni schema è saltato. Quando ho visto il collega circondato e aggredito, mi sono diretto immediatamente verso di lui e l’ho protetto con lo scudo, come avrebbe fatto qualsiasi altro collega al mio posto».
È proprio il collega soccorso, Alessandro Callista, a fornire la sua testimonianza, visibilmente scosso ma determinato a riprendersi: «Fisicamente mi sento bene, anche se resta l’amarezza. Ero a Torino per una manifestazione che avrebbe dovuto essere pacifica, ma che si è trasformata in un evento di estrema violenza. Da quel momento c’è stata solo un’escalation di aggressioni da parte dei manifestanti nei confronti delle forze dell’ordine. Doveva essere tutt’altro, invece si è rivelata una giornata durissima».
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