REGIONALI. “La scoperta dell’acqua calda” del solito giornale: Di Fenza lavorava per i Simeoli. A tre giorni dal voto spunta il caso noto da anni e riportato da Terranostranews e Il Mattino decine di volte. Quando sosteneva De Luca nessuno fiatava, ma ora è in Forza Italia…

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La notizia “sensazionale” del giorno – almeno secondo un noto giornale – sarebbe che Pasquale Di Fenza avrebbe lavorato con i Simeoli, noti costruttori maranesi, i cui vertici hanno scontato condanne per associazione mafiosa. Una rivelazione che, presentata come scoop di portata nazionale, ricorda però da vicino la più antica delle scoperte: quella dell’acqua calda.

Perché, diciamolo con ironica onestà: a Marano e dintorni questa storia la conoscevano anche i muri. La stampa locale – Terranostranews, Il Mattino – l’ha raccontata più volte negli anni, tra articoli, approfondimenti e ricostruzioni. Ma ora, improvvisamente, ecco che il caso risorge dalle ceneri proprio a tre giorni dalle elezioni. Tempismo impeccabile.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, la “scoperta del secolo” sarebbe stata favorita da un vigile urbano originario di Pomigliano, passato per qualche mese negli uffici di Marano. Una sorta di “talpa investigativa” prestata alla cronaca.

C’è poi un dettaglio fondamentale che oggi qualcuno sembra aver smarrito: Di Fenza ha affrontato un processo per intestazione fittizia di beni e ne è uscito assolto. Assolto. Un particolare che nella narrazione attuale pare meno interessante.

E ancora, fatto non noto al giornale che ha pubblicato lo scoop del secolo: Di Fenza è a capo di una cooperativa che ha realizzato una nota scuola del territorio – fatto ampiamente riportato in passato – e ha anche partecipato alla festa di compleanno di una componente della famiglia Simeoli. Episodi raccontati un anno e mezzo fa, sempre da Il Mattino e Terranostranews. Niente di nuovo sotto il sole, dunque.

La differenza, oggi, è un’altra: Di Fenza è passato in Forza Italia. Ed è curioso – molto curioso – che vicende note da anni tornino improvvisamente utili proprio ora, in piena campagna elettorale. Per cinque anni, quando sosteneva De Luca e la sinistra in Regione, silenzio assoluto. Silenzio anche quando appoggiò a Marano un sindaco Pd poi finito al centro di uno scioglimento per mafia.

Ora invece, nel momento più conveniente, la vecchia storia torna in prima pagina con toni da thriller investigativo.

La “sensazionale scoperta”, insomma, somiglia molto a un déjà-vu. Ma si sa: in campagna elettorale anche l’acqua calda può diventare notizia. E qualcuno spera sempre che, riscaldata al momento giusto, bruci ancora.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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