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“Il ceppo H5N5 – spiega all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco – già dal 2020, in diverse nazioni, si è visto in animali. Ma è la prima volta che lo vediamo nell’uomo. Tutto questo si aggiunge alla preoccupazione per la variante H5N1 che si sta diffondendo in modo ampio, in particolare anche negli Stati Uniti, in diverse specie animali, in particolare bovini”.
Pregliasco, però, invita a vedere il bicchiere mezzo pieno. “In un senso positivo osserviamo, anche in questo caso, una buona capacità, oggi, di individuare queste varianti. Oltre a questo primo isolamento è importante, a questo punto, per un monitoraggio sistematico”.




























