Marano, comune sciolto per mafia. Santoro: “Il decreto certifica il fallimento di Morra e i suoi, finita un’era di incapacità e spartizioni politiche”.

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Il decreto di scioglimento del Comune di Marano, non lascia spazio a interpretazioni: l’amministrazione guidata da Matteo Morra è stata un fallimento sotto ogni punto di vista.

Le gravi anomalie amministrative riscontrate dagli ispettori raccontano di un Comune gestito senza metodo, senza competenze e con una visione ristretta del bene pubblico.

Per anni Morra si è presentato come un amministratore “competente” in virtù del suo passato da funzionario regionale. Eppure, proprio gli atti ufficiali dello Stato dimostrano l’esatto contrario: nei fatti, è stato un sindaco incapace, che ha condotto la macchina comunale verso la paralisi, circondandosi di persone prive di preparazione e di reale conoscenza della macchina amministrativa.

Non a caso, i ruoli più delicati dell’ente sono stati affidati a figure di dubbia professionalità e scarsa esperienza, in un quadro che ha trasformato la giunta Morra nel vero e proprio ufficio di collocamento di Campania Libera e di alcuni consiglieri regionali. Le scelte fatte non hanno avuto come criterio la competenza, ma l’appartenenza politica per mere spartizioni di potere.

Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti. La vicenda della scuola di San Rocco resta un simbolo di gestione approssimativa e di disordine amministrativo.

L’assessore Carmen Bocchetti, insieme al sindaco, ha dato prova di assoluta incapacità nella gestione della pubblica istruzione, producendo ritardi, confusione e un intervento amministrativo tanto caotico da finire persino tra i rilievi contenuti nel decreto di scioglimento per quanto concerne la intricata vicenda della scuola di San Rocco.

Sul fronte dell’igiene urbana, la situazione non è stata diversa. L’ingresso del tecnico Carlo Albanese, sostenuto da un consigliere comunale di minoranza, e arrivato da Mugnano con la scienza di poter risolvere ogni problema, ha peggiorato la qualità del servizio. I cittadini si sono trovati a convivere con disservizi continui, costi elevati e un livello di pulizia urbana mai così basso. Altro che risanamento: un totale disastro gestionale.

E poi c’è la questione del Giudice di Pace, l’ennesima pagina nera di un’amministrazione che ha perso il contatto con la realtà e con il buon senso. Una decisione scellerata, appoggiata persino da un gruppo di consiglieri di minoranza che oggi dovrebbero vergognarsi di aver sostenuto una giunta politicamente e amministrativamente fallita.

Questo decreto non è un semplice atto amministrativo, ma una sentenza politica definitiva: ha messo nero su bianco tutto ciò che molti cittadini avevano già compreso da tempo. Chi si è vantato di essere competente dovrà ora fare i conti con la verità dei fatti, che raccontano tutt’altro: un sindaco improvvisato, incapace e responsabile di una delle peggiori gestioni della storia amministrativa di Marano.

Marano merita di voltare pagina. Servono persone preparate, trasparenti e disinteressate, non amministratori che usano il Comune come trampolino politico o come ricompensa di partito.

Francesco Santoro, Ex consigliere comunale, Lista Insieme si può.

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