Dai tartufi d’Alba alle lettere anonime contro la sua ex compagna: l’ex maggiore dei carabinieri a processo per corruzione e stalking Articolo:

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Un pranzo a base di tartufo d’Alba durante il lockdown, promesse di scorte e certificati per muoversi in piena pandemia, ma anche lettere anonime, minacce velate e ritorsioni personali. È lo sfondo inquietante dell’inchiesta “Clean 2”, che vede sotto processo l’ex maggiore dei Carabinieri Maurizio Pappalardo, già comandante del Nucleo Informativo del Reparto Operativo di Pavia, oggi in pensione.

Le intercettazioni agli atti dell’indagine raccontano uno spaccato di abuso di potere e relazioni personali usate come leva per vendette private. «Caro Alberto, il mio ristorante di Pavia ha il tartufo d’Alba… Che ne dici se un giorno di questi gli diamo una mano a finirlo?», scriveva Pappalardo nell’ottobre 2020, nel pieno delle restrizioni Covid. Quando l’interlocutore, un dirigente di banca, esprime dubbi sulla possibilità di spostarsi, l’ufficiale lo rassicura: «Ma ti conosco io… noi siamo il potere… Ti metto auto con scorta e arrivi tranquillo».

Non si tratta solo di favori tra amici. Pochi giorni dopo, Pappalardo si offre anche di procurare un certificato per permettere ad Alberto e alla sua famiglia di raggiungere la casa di Cortina, garantendo piena disponibilità a «muovere anche i pezzi pesanti», se necessario.

Ma l’inchiesta va ben oltre questi scambi di cortesie. Al centro del processo c’è la denuncia della ex fidanzata dell’ufficiale, una donna che all’inizio della relazione aveva solo 17 anni. Oggi trentenne, ha raccontato agli inquirenti un’escalation di atti persecutori subiti dopo aver deciso di interrompere il rapporto: copertoni dell’auto tagliati, minacce, pressioni sulla famiglia e tentativi di colpire economicamente il nonno pur di vendicarsi.

Tra le vittime di questa spirale c’è anche Andrea Guazzi, ex responsabile dell’area Wealth Management della banca dove lavorava la donna. Guazzi, con cui la giovane aveva intrapreso una relazione extraconiugale, è stato bersaglio di lettere anonime inviate alla moglie e all’istituto di credito. Conseguenze devastanti: la rottura del matrimonio e la perdita del lavoro.

Solo dopo essere stato interrogato, Guazzi ha scoperto che dietro quelle lettere e la campagna diffamatoria potrebbe esserci proprio Pappalardo. Il caso ha fatto emergere un intreccio di vendette personali, potere istituzionale usato per fini privati, e un comportamento al centro del processo per corruzione e stalking ancora in corso.

Nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, si ricorda che Pappalardo è tuttora imputato e il procedimento è in fase dibattimentale.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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