
Un anno fa era stato lasciato fuori da Luis Enrique per scarso impegno. Ora, invece, Ousmane Dembélé ha conquistato il Pallone d’Oro 2025, chiudendo un’annata straordinaria, forse la migliore della sua carriera. Una stagione che lo ha visto protagonista in ogni competizione con il Paris Saint-Germain, capace di imporsi in Francia e in Europa.
Il punto di svolta è arrivato proprio grazie al suo allenatore, che ha deciso di cambiarlo di ruolo, trasformandolo in un attaccante centrale. Una scelta che ha cambiato non solo la sua posizione in campo, ma anche il destino della sua carriera.
I dati parlano da soli: 33 gol e 15 assist in 49 partite stagionali. Dembélé ha messo la sua firma su quasi tutte le vittorie del PSG, contribuendo alla conquista di campionato, Coppa di Francia, Supercoppa nazionale, Champions League e Supercoppa europea (giocata ad agosto 2025). L’unico rammarico resta la finale del Mondiale per club, persa dai parigini.
Ma il francese ha saputo brillare anche nei riconoscimenti individuali: miglior marcatore e miglior giocatore della Ligue 1, e MVP della Champions. In una squadra piena di stelle, è stato lui a brillare con più costanza.
Fino a poco tempo fa, il nome di Dembélé era spesso associato a infortuni, alti e bassi, e poca professionalità. Ma nell’ultimo anno ha voltato pagina: ha trovato continuità, si è messo a disposizione della squadra e ha fatto il salto di qualità definitivo. Ha imparato a lavorare duro, a reggere le pressioni e a fare la differenza nei momenti decisivi.
La sua crescita non è solo tecnica, ma anche mentale. Dembélé ha finalmente mostrato di essere un leader, un campione maturo. E oggi si gode il giusto riconoscimento: il Pallone d’Oro, quello che lui stesso ha definito “il sogno di ogni calciatore”.
Alle sue spalle, nella classifica del Pallone d’Oro, si piazzano il giovane talento del Barcellona Lamine Yamal (secondo) e Vitinha, compagno di squadra al PSG (terzo). Presenti anche altri nomi illustri come Salah, Hakimi, Mbappé, Donnarumma e Kane.
A proposito di Donnarumma, il portiere azzurro è stato premiato come miglior estremo difensore dell’anno, ricevendo il trofeo dalle mani di Gianluigi Buffon. Il Kopa Trophy, destinato al miglior giovane, è andato per la seconda volta consecutiva a Lamine Yamal. Tra le donne, la spagnola Aitana Bonmatí ha conquistato per la terza volta il Pallone d’Oro femminile. In classifica anche due italiane: Cristiana Girelli (16ª) e Sofia Cantore (24ª).
Luis Enrique, invece, ha ricevuto il riconoscimento come miglior allenatore dell’anno, superando colleghi come Conte e Flick. Migliori squadre dell’anno sono risultate il PSG (maschile) e l’Arsenal (femminile). Il premio Gerd Müller per il miglior cannoniere tra club e nazionale è stato vinto da Viktor Gyökeres ed Ewa Pajor.


























