C’è chi vanta un impiego in una ditta di trasporti, chi può sventolare un contratto di lavoro nella tabaccheria sotto casa. C’è chi è in forza a una società interinale, chi invece ha trovato uno sbocco in una agenzia di viaggi. Una sorta di piccolo miracolo economico che ha riguardato alcuni esponenti dei consigli delle municipalità cittadine. Parliamo dei parlamentini, o meglio, della prima sponda istituzionale a disposizione dei cittadini sul territorio, della prima assemblea pubblica in cui far sentire la propria voce. Un mondo ricco di iniziative e di energia, al netto di una riforma sul decentramento amministrativo mai definita del tutto, che è finito al centro dell’attenzione della Guardia di Finanza.
La storia è nota. Da qualche settimana, la Procura contabile ha acceso i propri riflettori sulle ricadute economiche dei lavori delle dieci municipalità cittadine. Si indaga sui gettoni facili. Massima attenzione sulla convocazione delle commissioni, che rappresentano una delle voci maggiormente onerose dei bilanci della pubblica amministrazione.
Una storia nota anche per i comuni della provincia, finora non ancora finiti sotto la lente della Finanza. A Napoli nord è un delirio di commissioni inutili e spesso farlocche.

























