Nuovo arresto per Rosario Balido (nella foto), ritenuto dagli investigatori vicino al clan Amato-Pagano. L’uomo è finito in manette per una nuova contestazione di natura estorsiva maturata a Mugnano, nell’ambito di un’indagine che ha portato sotto accusa anche Angelo Ceparano, già detenuto da alcune settimane per un’altra vicenda di estorsione ai danni di un’impresa impegnata in lavori stradali.
Secondo la ricostruzione investigativa, Balido e Ceparano avrebbero preso di mira un’attività commerciale di Mugnano, intimando al titolare di “mettersi a posto con i compagni di Mugnano”. Un’espressione che, secondo gli investigatori, avrebbe rappresentato una richiesta estorsiva riconducibile al contesto criminale di riferimento.
La pressione nei confronti del commerciante non si sarebbe limitata alle minacce verbali. Nell’ambito dell’episodio contestato sarebbe stato infatti anche applicato un lucchetto all’attività commerciale, con l’obiettivo di rafforzare l’intimidazione e costringere il titolare ad aderire alle richieste.
Per questi fatti è stato arrestato Balido, mentre Ceparano è già detenuto. Quest’ultimo è difeso dall’avvocato Luigi Poziello, mentre Balido è assistito dall’avvocato Celestino Gentile. I fatti contestati ai due vanno dall’estate del 2025 all’estate dell’anno in corso.
Il precedente: nel 2019 la vittima era un carabiniere
Quella contestata oggi non sarebbe però la prima estorsione attribuita a Balido nella zona di Mugnano. Il suo nome era già emerso in una precedente inchiesta per un episodio particolarmente singolare: la vittima della richiesta di pizzo era un carabiniere, all’epoca comandante della stazione dei carabinieri di Mugnano.
I fatti risalgono al luglio 2019. Secondo quanto riportato negli atti dell’inchiesta, Balido si sarebbe avvicinato all’uomo, che quel giorno era in borghese e libero dal servizio, mentre erano in corso lavori di ristrutturazione in un immobile.
L’uomo avrebbe chiesto se per quei lavori fosse stato chiesto il “permesso agli amici di Mugnano”, invitando il proprietario a rivolgersi a loro e a “mettersi a posto”. Una richiesta che, secondo l’interpretazione investigativa, sarebbe stata finalizzata al pagamento del pizzo.
Il carabiniere si qualificò immediatamente come militare dell’Arma e tentò di bloccare Balido. L’uomo, però, riuscì a liberarsi e a fuggire, raggiungendo un complice che lo attendeva poco distante a bordo di un’autovettura.
Il ruolo attribuito nel clan Amato-Pagano
Balido è considerato dagli investigatori un elemento di rilievo del gruppo degli Amato-Pagano, i cosiddetti “scissionisti”, organizzazione storicamente operante nell’area nord di Napoli e nei comuni di Melito, Mugnano e Casavatore.
Secondo l’accusa, avrebbe svolto un ruolo nella gestione e riscossione delle estorsioni, diventando uno degli uomini incaricati di portare sul territorio le richieste del gruppo.
Il suo nome compare inoltre in una vicenda distinta risalente al 2021, quando Balido fu arrestato a Parete insieme a un altro pregiudicato. Un episodio che si inserisce nel suo precedente giudiziario e che va distinto dai nuovi fatti estorsivi contestati oggi a Mugnano.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
























