REGIONALI, SCONTRO NEL CENTRODESTRA E NODI NEL CENTROSINISTRA: È CORSA CONTRO IL TEMPO

0
Condividi
387 Visite

La fine del terzo mandato per alcuni presidenti di Regione apre ufficialmente la partita delle candidature per le elezioni regionali d’autunno in cinque regioni chiave: Puglia, Campania, Toscana, Veneto e Marche. La sfida si preannuncia ad alta tensione, soprattutto all’interno del centrodestra, dove la Lega e Fratelli d’Italia devono trovare un equilibrio nella spartizione delle candidature, mentre il centrosinistra cerca di serrare le fila e definire le alleanze.

Centrodestra in bilico: chi guiderà il Veneto?

L’uscita di scena di Luca Zaia dalla corsa per un nuovo mandato in Veneto cambia radicalmente gli equilibri. Se il governatore leghista si fosse ricandidato, la contesa interna alla coalizione di centrodestra sarebbe stata rinviata al 2028, con le regionali in Lombardia. Ora, invece, Fratelli d’Italia — forte del suo attuale peso politico — potrebbe rivendicare la guida della Regione Veneto, aprendo una partita che rischia di avere effetti domino anche sulle altre regioni.

«Vista la classe dirigente che Fratelli d’Italia ha sul territorio, siamo in grado di esprimere un’ottima candidatura», ha dichiarato il coordinatore veneto Luca De Carlo, considerato uno dei possibili nomi in campo. La Lega, dal canto suo, sarebbe pronta a rilanciare la candidatura del vice di Salvini, Alberto Stefani.

Il tavolo nazionale per la definizione delle candidature non è stato ancora convocato, ma potrebbe riunirsi già la prossima settimana. Tuttavia, vista la delicatezza della situazione — e la concreta paura di un pesante 4 a 1 a favore del centrosinistra — non si esclude un intervento diretto dei leader di partito.

Le mosse del Movimento 5 Stelle e le incognite nel centrosinistra

Sul fronte opposto, il Movimento 5 Stelle si prepara a discutere le sue strategie. Oggi Giuseppe Conte ha convocato il consiglio nazionale, con l’obiettivo di sciogliere i nodi principali: la possibile candidatura di Roberto Fico in Campania e il sostegno a Matteo Ricci nelle Marche. In Puglia il nome più accreditato è quello di Antonio Decaro, ex sindaco di Bari, mentre in Toscana si lavora per allargare la coalizione a Verdi-Sinistra (Avs) e allo stesso M5S.

Ipotesi rinvio e resistenze locali

Nel frattempo, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha avanzato alla Conferenza delle Regioni la proposta di rinviare le elezioni alla primavera, citando la complessa road map del PNRR e il rischio concreto di un esercizio provvisorio.

Il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga, non ha escluso la possibilità, ma una decisione in tal senso richiederebbe il consenso unanime di tutti i presidenti di Regione. Dalla Toscana è però già arrivato un secco no: Eugenio Giani ha confermato il voto per il 12 o il 19 ottobre, rispettando i tempi costituzionali. «Significa presentare le liste a settembre, indire i comizi elettorali nella seconda metà di agosto. Quindi ci siamo. È giusto che l’opinione torni al popolo sovrano», ha dichiarato.

Giani dovrà affrontare, salvo sorprese, il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, nome su cui punterebbe il centrodestra. Ma il quadro delle alleanze è tutt’altro che definito, e l’intera coalizione potrebbe ritrovarsi a dover risolvere ancora diversi incastri prima della scadenza elettorale.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti