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Sembra un fallimento macroscopico l’operazione tentata dall’ex sindaco di Giugliano, Nicola Pirozzi, e dal Pd provinciale e nazionale. I fatti sono i seguenti: Pirozzi teme – per le tante inchieste abbattutesi sul Comune – l’arrivo di una commissione d’accesso e allora cosa fa? Si fa mandare a casa dai suoi consiglieri nel tentativo di evitarla. Tecnicamente è una mossa astuta, ma il prefetto Di Bari, ancor più furbo, gliela manda ugualmente nella giornata di oggi.
Lo scenario si ingarbuglia, ma ora è Pirozzi a rischiare grosso, forse anche la carriera politica.
Se l’ex sindaco dovesse ricandidarsi ugualmente e dovesse vincere, il rischio scioglimento per il Comune sarebbe non alto ma altissimo; se non dovesse vincere la prefettura e il Viminale potrebbero, invece, optare per il non scioglimento, ma solo in presenza di una compagine politica completamente diversa da quella attuale.
In più Pirozzi, essendosi dimesso prima dell’arrivo della commissione di accesso, non potrà nemmeno ricorrere al Tar, per carenza di legittimo interesse. Ma appare verosimile anche un altro scenario: quale partito e quale coalizione sono disposti a rischiare candidando un sindaco che, in caso di successo, è a fortissimo rischio scioglimento? E le elezioni si terranno realmente? Un grosso pasticcio.



























