Clan Cimmino, le mani sugli ospedali: conferme e sconti in appello

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Questo, nel dettaglio, il dispositivo di sentenza pronunciato dalla corte di appello, che ha rideterminato le seguenti pene: Antonio Pesce, 4 anni e 6 mesi; Andrea Teano, 19 anni e 8 mesi; Luigi Cimmino (nella foto), 18 anni e 3 mesi in continuazione con altra sentenza; Vincenzo Pone, 8 anni e 10 mesi; Cosimo Fioretto, 5 anni e 2 mesi; Fabio Rigione, 4 anni e 8 mesi; Salvatore Arena, difeso dagli avvocati Giuseppe Milazzo e Immacolata Romano, 9 anni e 6 mesi con concessione degli arresti domiciliari; Antonio De Luca, 7 anni e 4 mesi in continuazione; Franco Diego Cimmino, 7 anni; Rosario Somma, 8 anni e 8 mesi; Salvatore Pellecchia, 10 anni e 4 Giovanni Napoli, 6 anni e 10 mesi; Mariangela Russo, 5 anni e 6 mesi; Benito Grimaldi, 4 anni e 8 mesi; Giovanni Cirella, 6 anni e 4 mesi; Alessandro Esposito, 9 anni e 1 mese; Eduardo Fiore, assolto dall’accusa di 416bis e difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Lumeno Dell’Orfano, 4 anni; Gaetano De Martino, 9 anni e 1 mese; Raffaele Sacco (classe 1968), 6 anni e 2 mesi; Raffaele Sacco (classe 1977), 6 anni e 2 mesi.

I cugini Sacco erano difesi dagli avvocati Andrea Imperato, Fabrizio Chianese, Bruno Von Arx, Alfonso Quarto e Immacolata Carratore. Condanne confermata invece per Ciro Brandi (3 anni e 6 mesi), Giovanni Caruson (14 anni), Luigi Visone (6 anni), Andrea Basile (18 anni e 4 mesi), Anna Esposito (8 anni e 8 mesi), Mario Simeoli (9 anni e 8 mesi), Domenico Pellino (5 anni e 4 mesi), Francesco Luongo (6 anni), Gaetano Cifrone (6 anni), e Alessandro Esposito (9 anni e 1 mese). Le accuse erano principalmente quelle di camorra ed estorsione, soprattutto negli appalti ospedalieri.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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