Diventa definitiva la condanna a 15 anni e 2 mesi per Finnegan Lee Elder accusato – insieme a Gabriel Natale Hjorth -, di aver ucciso con 11 coltellate, la notte tra il 25 e il 26 luglio del 2019, nel quartiere romano di Prati, il carabiniere Mario Cerciello Rega.
Il ruolo di Natale Hjorth, condannato a 11 anni
”Non si tratta, quindi, di preordinare molto prima un omicidio, ma di armarsi rispetto ad un contesto rischioso e pericoloso, perché collegato ad un fatto illecito costituente reato, una tentata estorsione posta in essere dagli imputati, come acclarato dalla Corte di Cassazione con forza di giudicato; si aveva consapevolezza di un potenziale scontro fisico, come ammesso dagli stessi imputati, e quindi dell’utilizzo del coltello – si legge – e ciò rende probabile la rappresentazione e l’adesione all’evento che infatti è stato realizzato; non c’è niente di anomalo, tanto meno un concorso anomalo: i due imputati si sono preparati ad eventi che potevano degenerare”.
Per il sostituto pg ”la contraddittorietà sta anche nel fatto che il protagonismo unico di Elder si palesa solo nel momento dell’omicidio, egli è stato sicuramente subalterno rispetto alla presenza di Natale sino ad allora, perché è Natale che cerca la droga a Trastevere, è Natale che si reca in via Cardinale Merry del Val, è Natale che fa la proposta estorsiva, è Natale che perlustra il luogo dell’incontro intorno all’albergo dove alloggia prima di incontrare Brugiatelli – si sottolinea nel ricorso – in tutte queste attività preliminari e comunque sfociate nella conseguenza letale, Elder è completamente a rimorchio di Natale, anche perché non conosce né comprende la lingua italiana, pur essendo perfettamente consapevole di quello che sta succedendo e che poi sfocia in un omicidio; ma come sia possibile poi che la figura di Natale evapori nella sua responsabilità dell’omicidio? Non si comprende né è spiegato adeguatamente ed è assolutamente contraddittorio; certo Elder è l’autore materiale dell’omicidio di Cerciello Rega, ma il contributo del coimputato è chiaro e tipico di quello di un coautore, come si dirà in seguito anche dal punto di vista giuridico” conclude il sostituto procuratore generale Giangiacomo.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
























