Secondo il racconto dei familiari, dopo aver bevuto un sorso d’acqua, l’uomo si era sentito male nello studio del dentista. Sono passati otto mesi e da allora il 37enne sarebbe sempre stato ricoverato in ospedale. Stando al Corriere, “una pubblicità che prometteva grandi risultati a prezzi competitivi” avrebbe inciso sulla scelta di recarsi a Tirana. Inoltre, spiega Marco, “nostra madre c’era stata due anni prima ed era andato tutto abbastanza bene”. Rispondendo a una domanda su chi ha prestato le prime cure a Simone, Marco dice che “nell’immediatezza intervennero i medici della clinica dentale. Poi, fu portato all’ospedale ‘Madre Teresa’ di Tirana. Lì, fu sottoposto a un intervento di cardiochirurgia con l’applicazione di uno stent coronarico perché, dagli esami effettuati, era emersa anche una patologia congenita, ovvero una stenosi coronarica. È stato per otto giorni in rianimazione a Tirana poi, il 21 marzo, con un’aeroambulanza lo abbiamo portato al Policlinico di Bari nel reparto di Rianimazione. È stato in coma farmacologico più di un mese fino al primo maggio quando ha iniziato a dare alcuni segnali di ripresa. Ha ancora problemi di memoria breve.
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