Violenza sessuale in Senato, chiesta archiviazione per Francesco Silvestro di Forza Italia

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La procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del procedimento per violenza sessuale nei confronti del senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, accusato di aver violentato una donna nel suo ufficio al Senato nel 2025. Lo ha fatto sapere l’avvocato Teresa Manente, responsabile dell’Ufficio legale di Differenza Donna e difensora della persona offesa, un’impreditrice di 52 anni, sottolineando che “la richiesta di archiviazione è fondata esclusivamente su una questione relativa alla procedibilità del reato” e che “non smentisce, nel merito, il racconto” della donna. Secondo quanto riportato da Repubblica, la decisione dei magistrati si basa esclusivamente sulla tardività della querela presentata dalla vittima.

Secondo la prospettazione del pubblico ministero, dice ancora Differenza Donna, non ricorrerebbero i presupposti per la procedibilità avendo la persona offesa proposto querela oltre i termini previsti dalla legge, oltre un anno dopo la violenza. Si tratta, dunque, di una richiesta che, sostiene Manente, “non contiene alcuna valutazione negativa sull’attendibilità della persona offesa e non smentisce, nel merito, il racconto da lei reso. Al contrario, risultano acquisiti agli atti elementi significativi e coerenti con la ricostruzione della donna. In particolare, un testimone che ebbe modo di incontrarla nell’immediatezza dei fatti ne ha descritto il ‘profondo turbamento, il pianto e lo stato di sconvolgimento’, per quanto accaduto”. Anche la circostanza che la donna, nei primissimi momenti successivi ai fatti, “non abbia rappresentato immediatamente e integralmente la gravità della violenza subita non può essere letta – si legge nella richiesta di archiviazione secondo quanto riferisce Manente – come indice di inattendibilità”. “La difficoltà di nominare e raccontare un’aggressione sessuale nell’immediatezza costituisce – conclude – un fenomeno ampiamente conosciuto nella letteratura scientifica e nell’esperienza maturata nel lavoro con le donne vittime di violenza. Shock, vergogna, paura, senso di colpa, timore del giudizio o di non essere credute possono determinare racconti inizialmente parziali, frammentati o progressivamente più completi”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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