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Eccezion fatta per il cerchio magico del sindaco, per qualche suo commerciante amico-sostenitore e fanatico e per qualche consigliere che nemmeno sa Marano dove sia ubicata, la storia della nuova scuola a San Rocco, da realizzare mediante un ipotetico finanziamento regionale, fa storcere il naso a tanti e fa, soprattutto, pensare male.
Le domande ricorrenti tra gli addetti ai lavori sono le seguenti:
- Dove troverà i soldi, il sindaco, per espropriare i titolare dei terreni individuati, considerando che si tratta per giunta di un’area destinata, da vigente Prg, ad edilizia residenziale?
- Facendo dei calcoli più o meno precisi, per gli espropri occorreranno tra i 300 e i 400mila euro. Il Comune è in dissesto finanziario e l’ente riesce a malapena a coprire, ogni tanto, qualche buca con un pochino di asfalto a freddo. Siamo, inoltre, sicuri che i titolari dei terreni non ricorreranno contro il Comune, reclamando un pagamento più consistente a margine del paventato cambio di destinazione d’uso?
- Quanti soldi saranno spesi per lo studio di fattibilità tecnica del progetto e da dove saranno presi?
- Non si rischia di fare la fine del Piu Europa, quando il Comune di Marano alla fine si segnalò solo per lo spreco di soldi progetti e progettini pagati a geometri, consulenti e architetti? Morra, quella storia, la conosce benissimo. Sosteneva quella giunta, infatti.
- Chi sono i reali proprietari del terreno individuato dal Comune nell’area C9 del piano regolatore vigente?
- Nelle visure si fa riferimento a tali De Magistris e Primavera. Ma in zona, quasi nessuno li conosce. Di chi si tratta?
- Per realizzare il complesso scolastico, occorreranno, oltre ai fondi per gli espropri, almeno un paio di milioni di euro per la struttura. L’ente fa riferimento a un bando regionale, ma quali requisiti occorrono per poter ottenere quel finanziamento e Marano ce li ha eventualmente?
- Non è che alla fine si spenderanno solo i soldi per i progetti ma non vedremo un bel nulla?
- Non sarebbe stato più semplice optare l’area di San Marco, non distante da San Rocco, già di proprietà comunale ed evitare in tal modo di pagare gli espropri?
- Se il criterio utilizzato per San Rocco sarà esteso a tutte le zone C, ovvero aree lottizzate per edilizia residenziale, il Comune sarà costretto a pagare gli espropri a decine di cittadini e cooperative, alcune anche di dubbia fama. Ma quanto ci costerà, o meglio costerà ai cittadini, tutto ciò?


























