Marano, collaudo PIP. Colpo di scena: cambia la commissione tecnica per il collaudo, due tecnici rinunciano ma non è chiaro il perché

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Colpo di scena. Cambiano due componenti della terna che si dovrà occupare predisporre il collaudo tecnico amministrativo delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie dell’area PIP di Marano. Hanno rinunciato all’incarico, dopo aver formalizzato il contratto, l’architetto Lupoli e l’ingegnere Sergio Vizioli. Entrambi con due nota, a distanza di un giorno l’una dall’altra (3-4 aprile), hanno comunicato l’indisponibilità all’incarico. A molti addetti ai lavori questo cambio repentino, tra l’altro, di due componenti su tre non è molto chiaro, anche perché nel corpo della determina dell’ufficio le motivazioni del rifiuto non ci sono.

La triade inizialmente composta dall’Architetto Aniello Formisano (opere di urbanizzazione) in qualità di presidente, dall’ingegnere Sergio Vizioli, che si sarebbe dovuto occupare dei sottoservizi stradali mentre la verifica contabile era a carico dell’architetto Lupoli Agostino,

I tecnici vennero individuati al termine di una procedura di gara esperita sul Mercato elettronico della pubblica amministrazione col criterio del minor prezzo.

Ora però la procedura, dopo le due rinunce, è stata rifatta e a sostituire Vizioli e Lupoli saranno l’Ing. Vincenzo Del Gadio, per il collaudo dei sottoservizi stradali, e per la parte contabile dei lavori subentra l’architetto Giovanni De Sena.

Ricordiamo che la vicenda Pip è piena di ombre.  All’epoca, nel lontano 2004, l’azienda dei Cesaro sottoscrisse con il Comune di Marano una convenzione, su base trentennale, che prevedeva la realizzazione di capannoni industriali ed artigianali, la realizzazione di opere infrastrutturali di urbanizzazione primaria: strade, parcheggi, reti di sottoservizi (fogna, pubblica illuminazione, rete elettrica di alimentazione utenze, condotta idrica e antincendio, linea telefonica, rete gas, etc.) e le opere di urbanizzazione secondaria da retrocedere in proprietà al comune: asilo nido, centro sanitario, un multi box ed un centro servizi.

Dopo dodici anni dalla sottoscrizione del contratto, nell’ambito delle attività di verifica avviate dalla uscente Commissione Straordinaria, è emerso che la realizzazione del PIP è avvenuta con difformità urbanistiche/ edilizie e che le opere di urbanizzazione primaria sono risultate non correttamente realizzate mentre le opere di urbanizzazione secondaria in gran parte non sono state realizzate. Nel contempo era già andato in archivio un processo, sorto al culmine di un’indagine avviata dalla direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli, nell’ambito del quale fu condannato uno dei fratelli Cesaro per falso ideologico aggravato dalla finalità mafiosa e riferita proprio ai mancati collaudi nel Pip. Sentenza di primo grado, che decretava anche la confisca delle suddette opere e l’assegnazione al Comune.

L’ufficio tecnico, con nota a firma del funzionario Paola Cerotto, siamo intorno al 2016, aveva già dichiarato nulli gli atti di collaudo, nulli i certificati di collaudo emessi dal concessionario perché non rispettosi di norme e regolamenti dei lavori pubblici. Anche l’Avv. Griffo, consulente legale dell’Ente, sostenne la tesi della Cerotto e successivamente è emerso anche dal Decreto di Sequestro Preventivo delle aree disposto dal GIP che gli atti di collaudo erano da ritenersi nulli. Il 04/10/2018 anche l’Ingegnere Giampaolino ha sollevato dubbi circa la legittimità dei collaudi, suggerendo di individuare una terna di tecnici per un nuovo collaudo.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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