Il Comune di Marano si accinge ad accettare l’istanza di condono edilizio presentato dalla famiglia titolare dell’edificio – abusivo – in cui da 30 anni vengono ospitati i ragazzi di San Rocco, quelli che, in parte, dovevano essere trasferiti in un bene confiscato (Sime costruzioni) secondo quanto sancito dai vecchi commissari straordinari alla guida del Comune.
Il Comune concederà la sanatoria, che è esclusivamente per uso abitativo, ma per poter mantenere gli alunni nell’edificio privato – e conferire allo stabile lo status di scuola – occorrerà poi effettuare una variante al piano regolatore. Tale variante deve essere approvata in Consiglio comunale.
La gravità di quanto sta per accadere non è ancora pienamente compresa dai più, in particolare da qualche distratto consigliere comunale, non solo di maggioranza ma anche di opposizione. Chi si assumerà la responsabilità di avallare un atto del genere? Al netto delle legittime rimostranze dei genitori di San Rocco, che non vogliono che i loro figli vengano spostati in altri punti della città o comunque in punti limitrofi a San Rocco, ci sono in ballo tante, importanti questioni.
Con il via libera in consiglio comunale, infatti, i ragazzi di San Rocco – in pratica – resterebbero nell’edificio oggetto delle polemiche per anni e anni ancora, fino alla realizzazione di un’altra scuola che nessuno sa quando sorgerà e con quali fondi, come ammesso dallo stesso sindaco che per ora ha riferito solo di un misterioso progetto sugli espropri per terreni in via Castelbelvedere. Ricordiamo, per l’ennesima volta, che il Comune è già proprietario di una vasta area nei pressi di via San Rocco, nei pressi di una nota struttura sportiva.
Un privato cittadino, autore di un abuso edilizio, che verrebbe sanato e condonato, continuerebbe inoltre ad usufruire di cospicui canoni, nonostante gli ex commissari abbiano rescisso i vecchi contratti.
Un bene confiscato, destinato all’uso scolastico e di segreteria della scuola, per il quale sono stati impiegati fondi statali, sarebbe destinato ad altro, ma non si conosce, al momento, null’altro né tanto meno la tempistica.
I consiglieri che voteranno questo atto si assumeranno, dunque, una grande responsabilità. Contabile, in primis, ma anche di altra natura. Lo faranno per amor di casacca e per ordini di scuderia o qualcuno approfondirà meglio la questione?
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