Si terrà oggi l’autopsia sul corpo della bimba di tre mesi in crisi respiratoria respinta dall’ospedale perché non ha il pronto soccorso e morta durante il trasferimento. Ci sono due pediatri indagati per il decesso della piccola Lucia (nome di fantasia), una neonata di Torre Annunziata che aveva compiuto tre mesi il giorno prima di perdere la vita per le complicanze di una sospetta bronchiolite.
Un atto dovuto, quello che ha spinto la Procura di Torre Annunziata (procuratore Nunzio Fragliasso, aggiunto Giovanni Cilenti, sostituto Marta Agostini) ad iscrivere nel registro degli indagati i due medici – uno di base, l’altro contattato privatamente dai genitori della bimba – che avrebbero prescritto una cura senza visitare la piccola e senza suggerire ai familiari di portare Maria in ospedale prima della crisi respiratoria fatale. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati ieri, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata e avviate dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, intervenuti al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo dopo il decesso della piccola.
Il ministero della Salute, fa sapere il deputato del M5s Orfeo Mazzella, avvierà una azione ispettiva. Alle 11,45 del 23 dicembre, la centrale operativa del 118 ha allertato il pronto soccorso del San Leonardo dell’imminente arrivo di una bimba in codice rosso che avrebbe raggiunto l’ospedale «con mezzi propri».
Dopo la richiesta di soccorso, infatti, il papà di Maria sarebbe sceso in strada con la bimba in braccio e pochi istanti dopo avrebbe trovato qualcuno che gli ha dato un passaggio, prima che arrivassero i mezzi sanitari. Un’azione che ha velocizzato i soccorsi, ma che purtroppo non è servita a salvare la vita della piccola. L’odissea a Boscotrecase prima e l’arrivo a Castellammare hanno consegnato ai medici solo il triste compito di registrare il decesso della bimba alle 12,20, pochi minuti dopo il ricovero. In ospedale Maria è arrivata già priva di vita e, almeno dai primi accertamenti, neanche soccorsi più rapidi l’avrebbero salvata.
L’attenzione degli inquirenti, dunque, si concentra tutta sulle cure mancate o approssimative che sarebbero state prestate alla neonata nei giorni che hanno preceduto la tragedia. Uno dei due pediatri indagati – secondo una prima ipotesi tutta da accertare – avrebbe prescritto una cura di farmaci senza neanche visitare la bimba, che molto probabilmente era affetta da una bronchiolite che, dunque, non sarebbe stata curata a dovere. L’altro medico, invece, secondo l’ipotesi al vaglio degli inquirenti non avrebbe consigliato giorni prima il ricovero della bambina in ospedale.


























