Caivano, camorra infiltrata anche al Comune: 9 indagati

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Blitz dei Carabinieri a a Caivano con perquisizioni e controlli ma anche per procedere a dei fermi richiesti dalla Dda di Napoli nei confronti di nove persone, tra cui alcuni ex amministratori del Comune. L’operazione è estesa anche in provincia di Caserta. L’accusa per tre politici, tutti di Italia viva, come riporta il quotidiano “Domani” è di corruzione e associazione camorristica. Tra loro Carmine Peluso, ex assessore ai Lavori pubblici. Mentre il portavoce nazionale di Italia Viva, Ciro Buonaiuto, ha smentito “I tre politici arrestati a Caivano non sono iscritti a Italia Viva. Carmine Peluso e Giovanbattista Alibrico non sono mai stati iscritti al partito, mentre Armando Falco e’ stato tesserato nel 2021, ma non ha rinnovato l’adesione nel 2022 e nel 2023”.

Chi sono gli indagati

Tra gli indagati ci sono tre figure politiche, componenti della maggioranza della precedente amministrazione comunale di Caivano, ora retta da un commissario straordinario:

  • Carmine Peluso, ex assessore comunale di Caivano (Italia Viva);
  • Giovanbattista Alibrico, ex consigliere comunale (Italia Viva);
  • Armando Falco, esponente politico di Italia Viva.

A loro tre, la Procura di Napoli contesta di aver fornito in vari modi appoggio all’organizzazione malavitosa guidata da Antonio Angelino (ritenuto elemento di spicco del clan Sautto-Ciccarelli di Caivano e capo del gruppo Gallo-Angelino, arrestato dai carabinieri lo scorso luglio a Castel Volturno) con cui avrebbero interagito per dargli informazioni riguardo i lavori pubblici assegnati alle imprese e anche per gestirne l’aggiudicazione a imprenditori vicini al clan.

Erano quest’ultimi, secondo quanto emerso dalle indagini, a versare mazzette, sia agli amministratori sia al clan.

E ancora:

  • Martino Pezzella, tecnico comunale;
  • Vincenzo Zampella, dirigente comunale: secondo l’accusa, nella veste di dirigente del 7° settore lavori pubblici del comune di Caivano, firmava le determine di affidamento.

Quindi:

  • Raffaele Bervicato, luogotenente del boss Antonio Angelino;
  • Raffaele Lionelli, che recuperava e custodiva armi, e gestiva le estorsioni e il welfare per i detenuti;
  • Domenico Galdiero, che si occupava delle estorsioni;
  • Massimiliano Volpicelli, incaricato di attuare le direttive del boss Antonio Angelino.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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