Commissariate la Camera di Commercio di Napoli». La richiesta è stata inoltrata al ministro delle Attività produttive e del Made in Italy, Adolfo Urso, dal pool di associazioni storiche «per gravi e reiterate violazioni di legge». L’annuncio nel corso di una conferenza stampa presso l’Acen, introdotta dal presidente dei costruttori Angelo Lancellotti, che ha svolto nel corso di questi mesi un ruolo di cerniera fra le diverse associazioni avverse alla presidenza di Ciro Fiola: Unione industriali Napoli, Confcommercio Campania e Confesercenti Napoli innanzi tutto. Poi Claai, Cna, Cdo Campania, CONFAPI Napoli.
Le accuse
Lancellotti auspica «il ritorno della governance nell’alveo delle regole e della liceità». E si parte di qui per ristabilire ruoli e regole: «La Camera di Commercio non ha svolto nessuno dei suoi compiti in questi anni e il presidente si è distinto per comportamenti protervi e arroganti. Siamo rappresentati come peggio non potevamo. Assenti per incapacità e disinteresse dai tavoli camerali dove andrebbe rappresentato il mondo delle imprese» ricorda il presidente dell’Unione industriali, Costanzo Jannotti Pecci, che sottolinea come sia stato evanescente anche il ruolo degli organi di controllo. Parole durissime che non fanno sconti a Ciro Fiola: «Mi auguro a questo punto che gli arbitri facciano gli arbitri e non scendano in campo» aggiunge Jannotti Pecci. Pasquale Russo, leader di Confcommercio, ricorda che l’attuale presidente «non ha una impresa, ma è riuscito a confezionare carte che hanno dato una forma ad una sostanza che non c’è. Abbiamo denunciato pubblicamente irregolarità e mai si è visto prima che dodici associazioni di rilievo fossero escluse. E che un funzionario pubblico si prestasse a firmare questa esclusione dando luogo a 50/60 cause e ad un cospicuo danno erariale».
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