Tempo di sondaggi, tempo di rumors per il futuro sindaco, tempo di semi alleanze, tempo di chiacchiere da bar e di improbabili candidature. E’ il solito refrain, la solita solfa che anticipa l’entrata nel vivo della campagna elettorale. A Marano, comune roccaforte di storiche organizzazioni criminali, con un municipio sciolto quattro volte per mafia (record italiano), si parla di tutto ma mai di camorra, mai. Non ne parla nessuno, è una parola e un tema che nessuno tocca: non ne parla mai il Pd, non ne parla l’estrema sinistra, Potere al Popolo e Si, non ne parla la destra e finanche il M5s. Niente, il tema non appassiona. Eppure dovrebbe essere il principale in un territorio fortemente segnato dalla presenza mafiosa, soprattutto per chi si candida dopo due scioglimenti di seguito del Comune. Ma perché, a parte Terranostranews, nessuno parla di camorra a Marano?
Il motivo è semplice: chi fa politica sul territorio, nel 90 per cento dei casi ha beneficiato dell’apporto dei poteri forti cittadini, non solo e non tanto dell’appoggio dei criminali di strada, ma soprattutto di palazzinari, colletti bianchi, imprenditori e commercianti border line. C’è anche un’altra ragione: molti politici locali sono imparentati con i peggiori delinquenti del territorio ed è tutto riscontrabile nelle relazioni che hanno portato agli ultimi due scioglimenti del municipio per infiltrazioni mafiose. Molti altri ancora appartengono a famiglie che, in un modo o nell’altro, fanno parte di un determinato sistema affaristico o malavitoso.
Per queste ragioni, e non solo, non troverete mai nessuno a Marano disposto realmente a trattare di certi temi, soprattutto relativi all’incidenza del tessuto criminale nell’apparato amministrativo e politico della città. Il tema, ripetiamo, oltre che sul nostro giornale, non trova spazio nemmeno in alcuni organi pseudo mediatici della zona, da sempre affini ad alcuni corrotti o personaggi contigui ad ambienti malavitosi.



























