Come si fa a finire sul lastrico dopo aver guadagnato almeno 130 milioni dollari? Come si può essere condannati a due anni e mezzo di prigione per bancarotta dopo essere stato un’icona dello sport tedesco ed aver trainato l’industria dell’intera disciplina, trattenendo le ATP Finals per dieci anni fra Francoforte ed Hannover?
Boris Becker è riuscito anche in quest’impresa, dopo aver fatto impazzire il mondo aggiudicandosi Wimbledon a 17 anni nel 1985 – tuttora più giovane di sempre -, salendo nel gennaio 1991 al numero 1 del mondo e collezionando fra i 49 titoli 6 Slam come simbolo di un tennis potente, atletico ed agonisticamente feroce. Solo perché è un fenomeno dall’illustre passato e, secondo il suo legale, è completamente sul lastrico, senza più possibilità di garantirsi altri introiti in futuro visto che la sua reputazione esce completamente distrutta da questa condanna, è riuscito con un altro dei suoi fantastici tuffi ad ottenere una riduzione della pena di cinque anni, dai 7 che sembrava dovesse subire.
DALLE STELLE…
Dopo essere stato riconosciuto colpevole l’8 aprile a Bum Bum sono comminati adesso ufficialmente 30 mesi di reclusione dal giudice di Southwark, vicino a London Bridge. Che probabilmente si ridurranno della metà ma non potrà scontare ai domiciliari. Infatti, già in serata, è stato tradotto nel penitenziario. E’ stato condannato per 4 dei 24 capi d’imputazione per cui era finito sotto processo.
Il campione 54enne avrebbe trasferito enormi quantità di denaro dal suo conto aziendale, non dichiarando una villa di proprietà in Germania e nascondendo circa 900mila euro di debiti e azioni di una società tecnologica. Il debito complessivo ufficiale di Becker è pari a circa 3 milioni di euro ma già nel 2017 si era dichiarato insolvente a fronte di 50milioni di debiti dei creditori ed aveva annunciato di dover vendere i trofei più importanti. Anche se poi in realtà è stato anche accusato dal tribunale di averli nascosti ai creditori.


























