Bertini resta ai domiciliari e i giornali a lui affini vanno in tilt

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Confermati (per l’ennesima volta) gli arresti domiciliari per l’ex sindaco di Marano Mauro Bertini, accusato di concorso esterno con il clan Polverino e corruzione. Il Riesame ha rigettato l’istanza formulata dai suoi legali. L’ex sindaco è ai domiciliari dal gennaio del 2020 ed è stato rinviato a giudizio in un processo che si celebra già da qualche tempo presso il tribunale Napoli nord di Aversa. Non è la prima volta che l’istanza di scarcerazione viene bocciata. Bertini è imputato assieme all’imprenditore edile Angelo Simeoli, alias “Bastone”, e ai fratelli Aniello e Raffaele Cesaro, a capo dell’azienda che ha realizzato l’area Pip a Marano. Prosegue, intanto, la campagna mediatica di un ex esponente di Rifondazione, riciclato in un giornale locale e oggi esponente di Potere al Popolo, che continua a sostenere (non si sa da quali presupposti giuridici) che si tratti di accanimento nei confronti dell’ex sindaco. Ma questo signor Di Mauro, che prima paragona il caso Bertini a quello Tortora e poi a quello Lucano, fa il giornalista, il politico, l’attivista, l’avvocato o è un giurista? Perché non si contiene prima di entrare nel merito di materie di cui poco sa? Ama raccattare brutte figure? Mah. Noi ci limitiamo a riportare i dati di cronaca e attendiamo le sentenze prima di esprimerci. Ogni buon giornalista dovrebbe fare così, soprattutto quando si parla di processi e inchieste.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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