Cucina e salute. Poche fibre assunte con l’alimentazione? Attenzione, le conseguenze per l’intestino

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La dieta occidentale, contenente elevate quantità di cibi trasformati, carne rossa, latticini, zuccheri, è povera di fibre essenziali per il benessere del microbiota intestinale. I cambiamenti nelle abitudini alimentari, in particolare la mancanza di fibre, ha contribuito all’aumento dell’incidenza di patologie infiammatorie croniche, non ultime la malattia infiammatoria intestinale, la sindrome metabolica e il cancro. Nella ricerca in questione si è constatato che il passaggio per i topi da un normale cibo per roditori a base di cereali a una dieta in stile occidentale ad alto contenuto di grassi e scarsa in fibre ha comportato una rapida riduzione del numero di batteri intestinali.

Inoltre, gli animali alimentati con una dieta in stile occidentale, spesso, non erano in grado di eliminare il patogeno Citrobacter rodentium dal colon. Essi erano poi inclini a sviluppare infezioni croniche, quando attaccati da questo patogeno, e una forma di insulino resistenza. Secondo gli scienziati, dunque, un’alimentazione povera di fibre sarebbe in grado di ridurre il numero di batteri intestinali, promuovendo l’invasione del microbiota. In questo modo viene potenzialmente influenzata la prontezza del sistema immunitario e le difese messe in atto dall’organismo contro i batteri patogeni.

«Noi ipotizziamo – afferma Jun Zou, coautore senior dello studio –che il rimodellamento del microbiota intestinale da parte di sostanze nutritive che promuovono i batteri benefici possa essere un mezzo per promuovere e garantire la salute a trecentosessanta gradi».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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