AstraZeneca divide l’Europa: ognuno fa come gli pare

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A una settimana dalla decisione unilaterale della Germania di sconsigliare il vaccino AstraZeneca agli under-60, l’Agenzia europea del Farmaco ammette “legami” tra i casi rari e gravi di trombosi e la somministrazione del siero anglo-svedese, eppure ne difende l’uso illimitato per qualsiasi età. Tanto, si è capito, ogni Stato Ue fa da sé e ne ha facoltà, dato che l’Unione è divisa in competenze nazionali specie sulla sanità. E allora, due ore dopo la conferenza stampa dell’Ema, sono i ministri europei della Salute a riunirsi in videoconferenza straordinaria per decretare la novità: AstraZeneca avrà limitazioni in ogni Stato europeo, ma nemmeno su questo si riesce a trovare una linea comune. Roberto Speranza è durissimo: “Non basta scambiare informazioni. Quelle possiamo leggerle sui giornali. Dobbiamo avere il coraggio di decidere insieme”.

Intanto la Germania resta sulla linea di limitare Astrazeneca agli over-60, linea tra l’altro adottata il 30 marzo scorso, in solitudine e ben prima delle conclusioni odierne dell’Ema. Oggi questa linea diventa la proposta per tutta l’Ue. L’Italia accetta, come la Spagna. La Francia decide domani. Il Belgio abbassa un po’ la soglia e sconsiglia il vaccino anglo-svedese agli under 56. Ma sono i paesi scandinavi lo zoccolo duro dello scetticismo europeo su Astrazeneca.

Fino alla fine si tenta di convincere Danimarca e Finlandia a fare marcia indietro rispetto alla decisione di sospendere del tutto la somministrazione del vaccino di Oxford. Niente da fare: sia Copenhagen che Helsinki non ne vogliono sapere, restano sul blocco totale.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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