Stavano organizzando una manifestazione di protesta improntata alla violenza, domani nel centro di Napoli, ma sono stati individuati e denunciati grazie a un’indagine rapida della Digos della questura di Napoli coordinata dalla procura partenopea. In particolare, secondo la ricostruzione degli investigatori, sette persone veicolavano sui social, soprattutto whatsapp e TikToc, messaggi con cui si istigavano i partecipanti a commettere atti di devastazione e saccheggi. Tra gli indagati c’erano due ultras del Napoli calcio, frequentatori della curva B dello stadio Maradona, già noti per questo alle forze dell’ordine, mentre gli altri quasi tutti sono giovani senza precedenti penali, disoccupati o con lavori saltuari.
Gli indagati, nei confronti dei quali si ipotizzano diversi reati contro l’ordine pubblico, facevano partire i messaggi di incitamento alla violenza su chat create appositamente alcuni giorni fa. Circostanza confermata dalle perquisizioni eseguite questa mattina dai poliziotti sulla base di decreti di sequestro, durante le quali sono stai trovati e sequestrati oggetti atti a offendere, tra cui un coltello a serramanico con una lama di 23 centimetri, mazze in alluminio, cesoie, uno scaldacollo e tre paia di guanti. I poliziotti della Digos, guidati dal dirigente Walter Dian, sono risaliti agli indagati attraverso il monitoraggio costante del web, diventato più intensi dopo gli scontri e le violenze accadute a Milano.


























