Proteste sospese in quasi tutta Italia, a Napoli si prosegue

0
Condividi
35 Visite

La protesta degli autotrasportatori nel Mezzogiorno sta progressivamente rientrando, ma in Campania la situazione resta critica e il fronte dei manifestanti appare diviso. Sono infatti riaperti i centri di smistamento della grande distribuzione, consentendo il ritorno di alcune merci fresche sugli scaffali dei supermercati, mentre permangono presidi di “padroncini” contrari al nuovo decreto del Governo.
L’emergenza più urgente riguarda i carburanti. I tir in sciopero continuano a impedire l’uscita delle autocisterne dagli impianti di raffinazione di Napoli Est, con la conseguenza che il 95 per cento delle pompe in regione è a secco. Nel capoluogo campano sono a rischio gli spostamenti di medici e ambulanze, così come la raccolta dei rifiuti. Il sindaco Gaetano Manfredi ha lanciato un appello: “Abbiamo problemi a garantire i servizi essenziali, non si deve far pagare ai cittadini il prezzo della protesta”.
Ieri a Napoli si sono registrate lunghe code ai distributori, con episodi di speculazione sui prezzi: benzina e diesel sarebbero stati venduti anche a 4 euro al litro. Sui casi sospetti indaga la Guardia di finanza. La Procura di Napoli ha inoltre disposto accertamenti sulle minacce denunciate da alcuni camionisti, che potrebbero essere riconducibili a infiltrazioni camorristiche nella protesta.
I manifestanti respingono con decisione questa ipotesi: “La camorra non c’entra, siamo delusi dalle risposte del Governo. Il decreto di oggi ripropone misure vecchie o già annunciate, senza intervenire sul cuore del problema: il prezzo dei carburanti. Vogliamo sapere quanto lo Stato sta incassando in più dall’Iva sui carburanti e dove finiranno quei soldi. Se non saranno utilizzati per ridurre il costo dei carburanti, allora il Governo dica chiaramente quale sarà la loro destinazione”.
Nel corso della giornata il numero degli irriducibili si è ridotto, anche se permangono presidi lungo alcune strade e, stamattina, presso alcuni caselli della A30 Caserta-Salerno. La maggior parte dei blocchi è stata rimossa, ma i camionisti avvertono che le ragioni della protesta restano intatte e che la categoria rimane in stato di mobilitazione.
Nei supermercati tornano, a macchia di leopardo, frutta e verdura, grazie anche ai convogli scortati dalle forze dell’ordine o instradati su percorsi protetti. In due giorni, su iniziativa dei prefetti, circa un migliaio di camion ha raggiunto Napoli, mentre diverse centinaia hanno viaggiato nel resto della regione.
Resta però grave l’emergenza carburanti: la carenza di combustibile ha costretto al taglio di diversi collegamenti verso Ischia, Capri e Procida, oltre a numerose corse del trasporto pubblico locale in provincia. Nel pomeriggio la situazione è stata affrontata in un vertice convocato dal prefetto di Napoli, Michele di Bari. Per superare l’emergenza potrebbe essere attivato un piano di scorte anche per le autocisterne, sul modello di quanto già fatto per le derrate alimentari.
Nelle altre regioni meridionali, invece, è iniziato il graduale ritorno alla normalità. In Sicilia è stato rimosso l’ultimo presidio ancora attivo, a Gela, anche se il governatore Renato Schifani ha indicato negli “abusivi” coloro che, in alcuni casi, continuano a “bloccare chi vuole lavorare”. In Calabria sono riprese le forniture di benzina e diesel e negli scaffali dei supermercati si sta progressivamente tornando alla normalità.
È terminato anche il presidio sulla statale 85, tra Molise e Campania, dopo un pomeriggio di intensi contatti tra autotrasportatori e associazioni di categoria. Nel Metapontino, al confine tra Basilicata, Calabria e Puglia, alcuni autotrasportatori erano fermi a Tursi, in provincia di Matera, nei pressi dello svincolo per la ‘Sinnica’, senza però creare problemi alla circolazione.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti