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A inizio ottobre un paziente morto in Francia, primo caso della storia di infezione umana da virus Shamonda. E già in estate la circolazione del patogeno segnalata negli animali da allevamento in diversi Paesi d’Europa, Italia compresa. “Se ancora non abbiamo capito quanto la crisi climatica sia pericolosa per la nostra specie, tutte queste avvisaglie dovrebbero svegliarci“. Lancia il monito in un post social Pier Luigi Lopalco, professore ordinario di Igiene all’università del Salento, all’indomani della notizia del primo essere umano contagiato da Shav, confermata dal Centro europeo per prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).




























