Pd di Marano in frantumi: dopo le dimissioni di Sorrentino si attende l’arrivo di un commissario. Tra un mese e mezzo il Comune sarà sciolto per mafia

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Ora si attende il commissariamento del circolo del Pd di Marano, logica e naturale conseguenza delle dimissioni del segretario cittadino Roberto Sorrentino. Dimissioni non più procrastinabili, dettate dall’inconcepibile atteggiamento di alcuni consiglieri comunali, che in aula consiliare sfiduciano il vicesindaco, che chiedono un azzeramento e un conseguente rimpasto di giunta ma che poi non ottengono nulla e se ne stanno buoni al loro posto, muti. Tutto fa presupporre, visto l’andazzo, che qualcuno abbia ottenuto promesse personali di ben altro tipo.

E’ giusto, quindi, che a metterci la faccia sia la federazione provinciale del partito, che ha tergiversato fin troppo sul caso Marano. Il Pd, alcuni consiglieri del Pd, Coppola, Paragliola (nella foto) e Savanelli, saranno ricordati per aver assestato il colpo finale a un partito che già non brillava per compattezza, unità di intenti e serietà politica. Consiglieri che stanno condannando la città, anzi il Comune, all’ennesimo scioglimento per camorra. Il municipio sarà sciolto entro la fine del mese di maggio-inizio giugno, ma c’è ancora qualche personaggio di piccolissima caratura che spera di cavarsela. La relazione che porterà allo scioglimento è corposa. Chissà se gli ispettori della prefettura hanno potuto approfondire tante questioni ancora irrisolte, come le proroghe concesse a più riprese alla Vallesana Metalli, oggetto di ordinanze di sgombero da circa un anno, come gli abusi commerciali clamorosi non visti in via San Rocco o come l’ennesima revoca dell’ordinanza di sgombero di una scuola dichiarata inagibile persino dal Tar.

E’ ora che il Pd provinciale si assuma le sue responsabilità. Il nuovo commissario – forse un ex consigliere regionale – dovrà dettare la linea, anche se ormai è tardi: il destino dell’Ente e di Visconti e di chi, infaustamente si è legato al suo carrozzone, è segnato da un bel pezzo. Quanto ai consiglieri Accongiagioco e Nastro, se effettivamente tengono alla città e non a loro stessi, allora firmino la mozione di sfiducia contro il sindaco. E’ il minimo sindacale.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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