Politici e tecnici, ma saranno scelti da Draghi con il benestare di Mattarella. Il premier incaricato lo farà anche alla luce di quanto sentito dalle delegazioni dei partiti, ma senza aprire contrattazioni. Vuole una squadra che sia subito operativa, consapevole di quanto sia difficile far correre la macchina del governo, perciò nelle segreterie si ipotizza che possa dare spazio ad ex ministri. Ma anche nel giorno in cui chiude le consultazioni, il premier incaricato non tradisce il riserbo assoluto con cui sta componendo il suo governo.
Non si esclude che possa sentire i leader dei partiti nelle prossime ore per informarli, ma è certo che nelle scelte di queste ore di Draghi ci siano i consigli di Sergio Mattarella che tiene la barra dritta sulla necessità di formare un governo fuori dalle tradizionali logiche politiche. All’appello del presidente della Repubblica si risponde con adesioni, non contrattazioni, consapevoli che è l’ultima chiamata. Pochi dubbi restano, se ce ne fossero mai stati, sulla volontà dell’ex presidente Bce di formare la maggioranza più ampia possibile. Ci sarà la Lega: Salvini ha reso chiaro in tutti i modi che non si farà spingere fuori. E ci sarà, sono convinti gli alleati al netto di Rousseau, il M5s. Tra i Dem, che fanno fatica a digerire la Lega ma non possono dire no a Mattarella, c’era chi temeva di dover subire un governo con il centrodestra e senza il M5s ma Grillo, con sponda di Draghi e assist di Conte, tiene in piedi governo e alleanza. E ora c’è chi pensa che al premier uscente possa andare il super-ministero alla transizione ecologica. «Potete contare sul mio impegno», dice Draghi ai rappresentanti delle parti sociali, spiegando di aver ben presente gli interventi da fare subito.
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