Azzolina torna sui suoi passi: “No plexiglass”

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Italian Education Minister Lucia Azzolina during a press conference about Italy's coronavirus emergency situation at Chigi palace, Rome, 04 March 2020. The government has decided to close schools and universities until mid-March to reduce the risk of contagion of the coronavirus. ANSA/ANGELO CARCONI
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Ieri sera il ministro ha postato un lungo post sulla propria pagina Facebook per parlare della fine dell’anno scolastico e commentare quanto accaduto in questi ultimi mesi.

“Siamo partiti da zero. Abbiamo costruito un modello che ha permesso di salvare l’anno scolastico. E la scuola si è riscoperta un po’ più digitale”, ha scritto Lucia Azzolina, riferendosi alla “Dad”, ossia alla didattica a distanza. “A settembre torneremo alle lezioni in presenza. Siamo al lavoro per questo. Non esistono soluzioni miracolose, ma di buon senso sì. E abbiamo strumenti e risorse per realizzarle”, ha poi aggiunto, passando dunque alla tanto dibattuta questione del ritorno in classe.

Le polemiche di queste ultime ore non avrebbero alcuna ragione di esistere, in quanto, secondo il ministro, nessuno ha parlato di chiudere i ragazzi in dei box di plexiglass. “Il tema della sicurezza a scuola è molto serio e richiede prudenza, anche nei giudizi e nei commenti”, ha infatti puntalizzato.“Nessuno del Comitato tecnico-scientifico, e tanto meno qui al Ministero, ha mai immaginato di chiudere gli studenti dentro cabine di sicurezza, come è stato invece raccontato in queste ore, in maniera quanto meno superficiale”.

Eppure, come riportato da “Libero”, nei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione avrebbe detto al “Corriere”: “Si sta pensando di compartimentare i banchi, come hanno fatto in altri Paesi europei, attraverso pannelli di plexiglass così da garantire la sicurezza che ci sta a cuore”.

La Azzolina, tuttavia, non è d’accordo. Che si sia trattato di un suo brusco dietro-front o di un banale misunderstanding, il ministro grillino ha voluto prendere completamente le distanze dall’idea dell’introduzione dei pannelli a scuola. Ed ha ribadito: “Ho visto immagini surreali di ragazzi chiusi dentro a strutture simili a gabbie. Questa è disinformazione. Nessuno ha mai pensato a cose del genere”.

“Semmai sono due anni che parlo del problema delle classi pollaio. E oggi finalmente tutti si accorgono del numero di alunni nelle classi delle scuole italiane”, ha poi proseguito nel post, tornando a parlare dell’impegno compiuto dal ministero dell’Istruzione.“Siamo al lavoro, giorno e notte, per riportare gli studenti a scuola con le giuste misure di sicurezza. Senza eccessi, senza forzature. Vogliamo tornare alla normalità e lo faremo trovando il giusto bilanciamento tra due diritti sacrosanti, quello all’istruzione e quello alla salute”, ha concluso.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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