Un tempo – fino a tre anni fa – fungeva da sede per il banco alimentare, curato dall’associazione Zefiro. Poi i volontari furono sgomberati. La struttura, che si trova a ridosso della sede dei mutilati di guerra, era completamente abusiva, ma a realizzarla – anni prima – era stato lo stesso Ente comunale.
Da allora non è accaduto più nulla o quasi. Il bene non è mai stato demolito, i volontari del Banco furono cacciati e oggi, pur apprezzando l’impegno animalista di chi ne cura lo spazio, è diventato una sorta di rifugio per gatti.
Anche per la sede dei mutilati, prospiciente ai locali, vi furono polemiche e sopralluoghi: c’erano dei lavori da eseguire per la messa in sicurezza dell’immobile, bisognava allestire un contatore idrico, ma anche questo caso è finito nel dimenticatoio.
Marano, è storia nota, è un comune barzelletta, dove gli abusi restano tali, i beni confiscati non vengono assegnati e quel poco di buono che si faceva (banco alimentare, ad esempio) è stato costretto a chiudere i battenti. Allegria!
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