La corte dei Conti chiede all’esponente di Forza Italia e al suo successore Antonio Pentangelo la restituzione di 89mila e 7.900 euro
Staffisti nominati “in base a criteri di conoscenza personale o di logica partitocratica”. Con queste motivazioni la corte dei Conti ha condannato gli ex presidenti della Provincia di Napoli Luigi Cesaro ( 89mila euro) e Antonio Pentangelo ( 7.900 euro). Con loro condannata Cristiana Fevola, ex capo di gabinetto ( 53mila euro). Nel mirino dell’inchiesta del viceprocuratore Marco Catalano la nomina del capo di gabinetto Fevola “in pendenza di un giudizio penale”, per giunta ” incompatibile in quanto segretario provinciale Udeur che aveva partecipato alla campagna elettorale di Cesaro”.
Contestata anche la nomina del capo staff Vincenzo Leva, “adibito a mansioni di tutela personale del presidente”, ” compiti – scrive il collegio – del tutto estranei alla sfera delle attribuzioni istituzionali della Provincia”. Ai raggi x della Guardia di finanza sono finiti anche gli incarichi di ” collaborazione esterna conferiti a Stefano Pagano, ex consigliere provinciale; Raffaele Falco, consigliere di Afragola, e Giuseppina Pascarella, capogruppo di Forza Italia a Maddaloni”. Per la corte dei Conti ” nessun controllo in concreto veniva esercitato dall’ufficio personale della Provincia sugli orari di presenza degli staffisti”. In un caso è emerso “un saldo negativo di presenze di ben 644 ore”. ” Gli incarichi – si legge nella sentenza – non sono stati conferiti in base a criteri di competenza ma privilegiando l’appartenenza a partiti o liste che avevano sostenuto la candidatura di Cesaro”. Assolti l’ex assessore Francesco Pinto, Raffaele Falco, Stefano Pagano e Giuseppina Pascarella. ” È stata accertata – dichiarano gli avvocati Felice Laudadio e Roberto De Masi – l’inesistenza di responsabilità di Pinto (attuale sindaco di Pollena Trocchia) e pienamente riconosciuta la correttezza del suo operato”.
Fonte Repubblica





























