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Zona nord e occidentale della città accomunate dal traffico internazionale di droga. Potremmo ricavare delle buone combinazioni per il gioco del lotto dai numeri impressionanti che emergono dalla retata al rione Traiano, zona occidentale di Napoli, contro il clan Petrone-Puccinelli. All’alba del 31 gennaio il comando provinciale dei carabinieri con la compagnia di Bagnoli hanno eseguito 88 misure cautelari di cui 12 a donne che in alcuni casi erano addirittura capo piazza. 11 le piazze di spaccio ed ogni market h24 fruttava, secondo le prime stime, 12mila euro al mese. Il totale fa la somma, per dirla con Totò: un fatturato di circa 1 milione e duecentomila euro all’anno. Un quartiere diventato dopo Scampia un’area importante di narcotraffico.
Le piazze di spaccio erano indicate dai numeri civici delle abitazioni come ad esempio: la “34”, la “40” di Via Tertulliano, di via Orazio Coclite, di via Romolo e Remo, di via Catone.
9 le famiglie alleate da un sodalizio di ferro: Petrone, Puccinelli, Ivone, Tranchese, Pisa, Equabile Legnante, Quatanta e Cutolo. 73 le persone tradotte in carcere e 15 agli arresti domiciliari. 6 le funzioni messe in campo dall’organizzazione criminale di Soccavo: capi piazza, cassieri, custodi, vedette, spacciatori turnisti e pusher mobili. I turni ricoperti coprivano dalle 10 alle 12 ore giornaliere suddivisi in squadre che operavano nei vicoli bunker video sorvegliati e nei sottoscala dei palazzi. 25 i corrieri arrestati: portavano la droga a domicilio ai clienti di fiducia. 3 chili di sostanze stupefacenti sono stati sequestrati al momento dell’operazione ed una somma di 135mila euro. È stata trovata una pistola 7,65 con matricola abrasa. Infine, 11 immobili sequestrati, sempre nel rione Traiano, usati come base logistica per le attività delittuose come ad esempio il confezionamento della droga.
© Copyright Mario Conforto, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews























