Marano. Izzo: “Dopo il collasso amministrativo, ora la sfida della commissione straordinaria”

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L’arrivo di una commissione straordinaria prefettizia in un comune segnato dal collasso amministrativo rappresenta un capitolo complesso e delicato della vita istituzionale italiana. Quando la politica locale fallisce nel suo mandato primario di gestione e rappresentanza, lo Stato interviene per ripristinare funzionalità e legalità, affrontando però l’eredità di problemi strutturati e annosi. Per i funzionari statali, il compito non è semplice: privi della conoscenza diretta delle dinamiche interne e delle “misfatte” locali, essi devono impiegare tempo e risorse per decifrare un contesto opaco, lavorando con urgenza per ristabilire il principio di trasparenza negli atti amministrativi.
Il lavoro della commissione, guidata in prima persona dal Prefetto Cardellicchio, si distingue per un impegno profuso, fatto di ore di lavoro continuative per sanare le ferite più evidenti del territorio. Tra i primi successi vi è la rimodulazione dell’ufficio legale, a lungo inesistente o, nei casi peggiori, soccombente nelle controversie giudiziarie, che ora torna a essere un presidio attivo di difesa degli interessi comunali. Parallelamente, è stata accelerata la digitalizzazione di tutta la documentazione amministrativa, un passaggio cruciale per garantire tracciabilità e efficienza. Un altro risultato tangibile riguarda la gestione della crisi idrica: sotto la vigile supervisione dei funzionari dell’ufficio tecnico, è stato possibile ripristinare l’erogazione dell’acqua nelle abitazioni, risolvendo un’emergenza che da tempo gravava sulla comunità.
Nonostante questi passi avanti, restano pendenti sfide significative che richiedono interventi mirati e rapidi. Tra queste spicca la questione contrattuale legata alla locazione dell’immobile ex sede del Giudice di Pace. È necessario chiarire la posizione dei privati proprietari  dei due terzi se negli anni hanno pagato  l’ IMU,e coordinarsi con il Tribunale di Napoli Nord per procedere allo sgombero dell’immobile, un’operazione che permetterebbe di contenere i costi per le casse comunali già in forte dissesto. La risoluzione di queste vertenze è essenziale per restituire sostenibilità finanziaria all’ente.
In questo delicato periodo di transizione, la coerenza istituzionale impone una collaborazione costruttiva tra amministrazione straordinaria e territorio. Le critiche, spesso strumentalizzate da quella classe politica che ha reso necessario l’intervento prefettizio, dovrebbero lasciare spazio a un approccio pragmatico. Solo attraverso il rispetto delle regole e il focus sui risultati concreti sarà possibile superare la crisi e restituire al comune la capacità di autogoverno e di servizio alla cittadinanza.

Michele Izzo

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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