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La FIGC ha approvato modifiche rilevanti alle NOIF (Titolo VI), introducendo nuovi strumenti per consentire ai club di gestire gli squilibri economico-finanziari. La novità principale è la possibilità, a partire dal mercato estivo 2026, di utilizzare le riserve di utili per rientrare nei parametri federali ed evitare restrizioni come il blocco del mercato.
Il tema era esploso durante la sessione invernale, quando i nuovi parametri sul Costo del Lavoro Allargato avevano bloccato le operazioni di Napoli e Pisa. In particolare, il Napoli – pur disponendo di ingenti riserve – era stato costretto a operare a saldo zero proprio perché non poteva utilizzare quelle risorse per riequilibrare i parametri. Alla luce delle modifiche approvate, emerge con chiarezza come quel vincolo fosse di fatto superabile: oggi la stessa soluzione richiesta dal Napoli è stata riconosciuta come legittima. Questo rende evidente che il blocco imposto al club partenopeo non era strettamente necessario, ma derivava da una rigidità normativa poi corretta.
Le nuove regole consentono infatti di utilizzare le riserve a precise condizioni: devono essere disponibili, contabilizzate nelle situazioni patrimoniali intermedie e vincolate fino al riequilibrio dei conti. Il vincolo potrà essere rimosso solo al raggiungimento degli obiettivi economici o con nuovi apporti finanziari, altrimenti si rischiano sanzioni. Restano comunque valide anche le altre modalità di copertura degli squilibri, come aumenti di capitale, versamenti dei soci o cessione di crediti. Parallelamente, viene rafforzato il sistema dei controlli federali e il ruolo delle verifiche contabili intermedie.
In sintesi, la riforma introduce maggiore flessibilità per i club ma anche controlli più stringenti. E soprattutto certifica, a posteriori, che il paletto imposto al Napoli durante il mercato invernale non era inevitabile, ma frutto di una norma poi ritenuta da correggere.

