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Quando una cattedra diventa un faro e una lezione diventa un insegnamento per sempre
MARANO – Ci sono insegnanti che trasmettono nozioni. E poi ci sono maestri che lasciano un’impronta destinata a durare nel tempo. Il professor Porta appartiene a questa rara categoria di educatori che hanno saputo andare oltre il programma scolastico, oltre i libri e oltre i voti, per insegnare ai propri studenti qualcosa di ancora più prezioso: il significato della vita.
Per anni, nelle aule della Massimo D’Azeglio, ha guidato generazioni di ragazzi attraverso le pagine della storia e le complessità del latino. Ma le sue lezioni non sono mai state semplici esercizi di traduzione o ricostruzioni di eventi lontani. Ogni spiegazione diventava un viaggio nella coscienza, un invito a riflettere, a crescere, a interrogarsi sul proprio posto nel mondo.
Con il suo straordinario equilibrio tra autorevolezza e umanità, il professor Porta ha insegnato che la cultura non è un insieme di nozioni da memorizzare, ma uno strumento per comprendere la realtà e costruire il proprio futuro. Ha insegnato il valore dell’impegno, della perseveranza, della curiosità intellettuale e del rispetto per gli altri. Ha mostrato ai suoi studenti che la vera conoscenza nasce dall’incontro tra sapere e coscienza.
Per la comunità scolastica e per l’intero territorio di Marano, il professor Porta è stato molto più di un docente. È stato una presenza costante, una guida sicura, un punto di riferimento capace di illuminare il cammino di centinaia di giovani. La sua sezione è diventata negli anni un luogo speciale, un autentico faro per generazioni di ragazzi che tra quei banchi hanno trovato non soltanto insegnamenti scolastici, ma ascolto, fiducia, sostegno e ispirazione.
A testimoniare tutto questo non sono soltanto i risultati raggiunti o il ricordo lasciato negli anni, ma anche le parole sincere dei suoi studenti. La lettera che i ragazzi gli hanno dedicato rappresenta forse il riconoscimento più autentico del suo valore umano e professionale: un tributo spontaneo, nato dall’affetto, dalla gratitudine e dalla consapevolezza di aver incontrato un professore capace di lasciare un segno profondo nella vita di ciascuno di loro. Non esiste premio più grande per un insegnante delle parole dei propri alunni, e quelle parole raccontano meglio di qualsiasi titolo la grandezza del professor Porta.
Oggi, con l’avvicinarsi del meritato pensionamento, si chiude un lungo capitolo della vita scolastica della Massimo D’Azeglio. Dopo anni di lavoro svolto con passione, serietà e straordinaria dedizione, il professor Porta lascia l’insegnamento e conclude il suo percorso professionale. È un momento che porta con sé emozioni contrastanti: da una parte la gioia per un traguardo meritato, dall’altra la consapevolezza che la scuola saluta una figura che ha rappresentato un punto di riferimento per studenti, colleghi e famiglie. Tuttavia, se termina il servizio di un docente, non termina certamente l’eredità di un maestro. Il suo esempio continuerà a vivere nelle persone che ha formato, nelle coscienze che ha contribuito a costruire e nei valori che ha saputo trasmettere.
Molti insegnanti vengono ricordati per ciò che spiegano. I più grandi vengono ricordati per ciò che lasciano nel cuore. Il professor Porta appartiene a questi ultimi. Perché il suo insegnamento continuerà a vivere nelle scelte, nei valori e nei sogni dei suoi studenti, molto tempo dopo l’ultima campanella.
Per questo, a nome delle rappresentanti dei genitori dell’attuale II F e di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di essere suoi alunni, desideriamo rivolgergli il nostro più sincero e profondo ringraziamento.
Grazie per ogni lezione, per ogni parola di incoraggiamento, per ogni consiglio dato con discrezione e saggezza. Grazie per aver creduto nei giovani, per averne compreso le fragilità e valorizzato i talenti. Grazie per aver insegnato che la cultura è libertà e che la conoscenza è uno degli strumenti più potenti per diventare uomini e donne migliori. Grazie per il lavoro svolto in tutti questi anni, per l’amore dimostrato verso la scuola e per la passione con cui ha onorato ogni giorno la professione dell’insegnante.
Le pagine di latino e di storia che abbiamo studiato potranno col tempo sbiadire nella memoria. Ciò che non svanirà mai saranno gli insegnamenti umani che ci ha trasmesso, l’esempio che ci ha offerto e il segno indelebile che ha lasciato nelle nostre vite.
Perché i professori insegnano discipline. I maestri insegnano a vivere.
E il professor Porta, per tutti noi, resterà per sempre uno di quei maestri che si incontrano raramente, ma che non si dimenticano mai.
Grazie, Professore. Nel giorno del suo pensionamento non le diciamo addio, ma arrivederci. La luce che ha acceso nei suoi studenti continuerà a brillare, indicando la strada alle generazioni che verranno.
Le rappresentanti Enza Carandente e Jole Conte.
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