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Dopo la manifestazione promossa dalla sinistra radicale di Marano, guidata da una consigliera già componente del Consiglio comunale recentemente sciolto per infiltrazioni mafiose, interviene il prefetto Vincenzo Cardellicchio, a capo della triade commissariale, per fare definitiva chiarezza sulla vicenda degli alloggi popolari.
“La procedura di assegnazione è stata regolarmente seguita ed è pressoché completata”, ha spiegato il prefetto, respingendo le accuse di immobilismo e opacità emerse nel corso della protesta. Tuttavia, Cardellicchio ha ribadito un punto dirimente: Marano è un ente sciolto per mafia, e ciò impone controlli più stringenti e approfonditi sui requisiti degli assegnatari, in particolare sotto il profilo antimafia.
“Lo abbiamo spiegato chiaramente a chi ha manifestato – ha sottolineato –: le verifiche aggiuntive non sono un ostacolo, ma un obbligo di legge e di responsabilità istituzionale”.
Il prefetto è intervenuto anche sulla questione dei loculi cimiteriali, altro tema finito nel mirino delle proteste. Cardellicchio ha annunciato che si è ormai prossimi a un accordo tra la ditta che ha realizzato i loculi e l’azienda che gestisce l’illuminazione e le lampade votive nell’altra parte del cimitero. Un’intesa necessaria a superare le difficoltà operative che la Mastromimico non è riuscita a risolvere.
“Resta un ultimo intoppo tecnico – è stato spiegato – ma è in via di definizione”. Anche in questo caso, la triade commissariale rivendica un lavoro silenzioso ma concreto, lontano dalle piazze e vicino alle soluzioni.
Il messaggio del prefetto è chiaro: a Marano non si fanno scorciatoie, soprattutto dopo lo scioglimento per mafia. Le emergenze si affrontano, ma nel rispetto rigoroso delle procedure, senza cedere a pressioni politiche o strumentalizzazioni.

