
Dopo oltre cinque ore di Consiglio nazionale del Movimento 5 stelle una linea ancora non c’è. La riunione è iniziata mercoledì 13 luglio poco dopo le 9 e nella metà mattinata era emersa l’ipotesi dell'”Aventino”, ossia dell’uscita dei senatori dall’Aula al momento del voto pur mantenendo i ministri M5s al governo. Ma la linea non è condivisa da tutto il Movimento. Durante una pausa del consiglio grillino Conte e il premier Mario Draghi si sono sentiti al telefono, fanno trapelare ambienti vicini ai pentastellati dopo che si era diffusa la notizia di un “nuovo confronto” tra il capo politico M5s e il presidente del Consiglio. I grillini torneranno a riunirsi alle 19.30, prima della riunione congiunta dei gruppi parlamentari.
Intanto sulle chat M5s è il panico. “E i senatori chi li tiene?”, è una delle domande che rimbalzava questa mattina tra i 5 Stelle, sia tra i vertici impegnati nella riunione fiume del Consiglio nazionale con Conte sia tra i ’peones’ o i volti noti del Movimento a lavoro tra Camera e Senato. A inizio riunione la linea dura – sostenitori del via da Aula senza votare la fiducia – sembrava avere la meglio, ma poi i dubbi e i timori si sono fatti largo, fino a portare Conte a tentare la strada di un nuovo confronto con Draghi, arrivato con una telefonata nel mezzo del Consiglio.
Senato, i 5 stelle si astengono in commissione sul decreto Aiuti
Arriva la prima astensione del M5s sul decreto Aiuti in Senato. I pentastellati, infatti, si sono astenuti sul provvedimento in commissione Bilancio.
M5s, consiglio nazionale riaggiornato alle 19,30
Il Consiglio nazionale del M5s, secondo quanto si apprende, è stato riaggiornato alle 19.30, prima che si riunisca l’assemblea – in formato congiunto – dei deputati e senatori pentastellati.
Telefonata Draghi-Conte
C’è stata una telefonata fra il leader del M5s Giuseppe Conte e il premier Mario Draghi. Lo si apprende in ambienti del Movimento.
Tajani: “Anche il Pd ha responsabilità. Accordo col M5s è concluso”
Nella situazione che si è creata nella maggioranza “anche il Pd ha le sue responsabilità: bene ha detto Berlusconi, il campo largo è diventato un camposanto. Si è conclusa la stagione dell’accordo tra Pd e M5s“. Lo dice il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, incontrando la stampa a Bruxelles. Il Partito democratico, aggiunge, “continua a insistere con la cannabis da coltivare dentro casa: girando per l’Italia non mi pare di sentire operai, pensionati o famiglie in difficoltà che mi chiedono se possono coltivare la cannabis dentro casa”.


























