985 Visite
La terra brucia. Non è il titolo di un film ma la cruda realtà che contrassegna certi territori, certe città circoscritte entro un ideale area geografica che corrisponde alla “terra dei fuochi”. Qualiano, il comune nel quale sono nato, nel quale vivo ed al quale ho dedicato il mio impegno politico, è uno dei volti di questa realtà a nord di Napoli. Una realtà particolare poiché, per sua geomorfologia è circondata perimetralmente da altri quattro comuni, percorso da strade ad alta densità di traffico (l’Asse mediano e la circumvallazione esterna). Da tempo, sin dalla drammatica crisi dei rifiuti del 2008 (l’ultima di una sistematica, ventennale recrudescenza) ho speso tutte le mie forze per combattere con energia e determinazione un’illegalità che ha assunto nel tempo i tratti di una vera e propria piaga ambientale “made in Naples”: i roghi di rifiuti. Corollario del malcostume dell’abbandono indiscriminato di pattume nelle aree pubbliche, talvolta conseguenza scellerata di una disperazione anch’essa dissennata dettata dall’intollerabile presenza ( e convivenza) con discariche a cielo aperto sotto casa, nel tempo c’è chi ha sfruttato negligenze istituzionali e prassi vergognose facendo vera e propria attività lucrativa. E’ possibile pertanto ipotizzare un fil rouge che collega l’abbandono di pattume in strada e chi viene prezzolato per appiccarne il fuoco avviando un processo empio e criminale di smaltimento per raggirare i costi della pratica legale e regolare. In una terra che trasudava percolato (Taverna del Re, il più grande sito di stoccaggio di ecoballe al mondo dista in linea d’aria soltanto 5 chilometri dal centro abitato di Qualiano, unitamente ad un impianto di tritovagliatura ubicato nella zona Asi Giugliano-Qualiano e quella miriade di discariche censite e non), i cittadini sono costretti a respirare diossina, a vedere imbrunire il cielo a causa di venefiche coltri di fumo levarsi dalle aree periferiche circostanti, sentinelle di un nuovo attentato alla salute, alla vita. Nel nome di quella che David Goleman chiama “intelligenza ecologica”, nel rispetto dei diritti costituzionali, nel nome del diritto alla salute, in sede di Prefettura nel 2009 ho proposto, riscuotendo il consenso di decine di Comuni della provincia di Napoli e di Caserta, un’ordinanza passata alla cronaca come “l’ordinanza Qualiano” destinata al contrasto senza sosta all’abbandono di pneumatici fuori uso, fatto di controlli ferrei presso gli esercenti del settore, ordinando la presenza di un registro di carico e scarico merce, il divieto di lasciare incustoditi i pfu al di fuori dei negozi, anche se entro aree recintate. Questi scarti, infatti, sovente venivano adoperati come letto di combustione per alimentare i fuochi di altri rifiuti. Per avere un’idea di quanto massiccia fosse in passato tale pratica di abbandono sottolineo che in occasione della bonifica di una bretella denominata “Grande Viabilità” avvenuta nel 2008, sono stati recuperati e destinati a regolare recupero circa un milione di pneumatici fuori uso (senza contare, ovviamente, quanti in precedenza venivano bruciati).
Adesso però c’è bisogno di altri tipi di interventi che ,come Comune di Qualiano, abbiamo definito in Consiglio Comunale e che si possono sintetizzare nei seguenti punti : Atteso che, i comuni coinvolti ,tra i quali il Comune di Qualiano, non hanno né mezzi né risorse economiche e finanziarie per bonificare i siti con rifiuti e le aree limitrofe , in particolare l’enorme discarica a cielo aperto situata nell’adiacenze del campo rom di Giugliano –Zona A.S.I, cava A.L.M.A., cava Riconta, ecc. chiedere inoltre , al Governo Nazionale e Regionale, ognuno per la propria competenza di ; bloccare con ogni mezzo qualsiasi attività illecita e non controllata di smaltimento rifiuti; attivare immediatamente “ un piano di sorveglianza epidemiologica permanente della popolazione; implementare interventi di sanità pubblica in termini di prevenzione-diagnosi-terapia ed assistenza; bonificare i siti con rifiuti e le aree limitrofe ,in particolare l’enorme discarica a cielo aperto situata nell’adiacenze del campo rom di Giugliano –Zona A.S.I. Accorciare i tempi per le compensazioni ambientali; Effettuare CONTROLLI SERRATI per tutte le ditte che riciclano e commercializzano materiali ferrosi dove normalmente e con grande facilità vengono rivenduti materiali di dubbia provenienza. INTENSIFICARE controlli ed Iniziative delle forze dell’ordine volte a scardinare l’impero del nero e del falso che smaltisce illegalmente nella Terra dei fuochi. BONIFICHE ED ANALISI A TAPPE del territorio anche a livello di falde acquifere (basti pensare che non sono disponibili i dati relativi alle acque di molte zone) . Potenziare il controllo aereo (droni o altro) ed il coordinamento tra le forze dell’ordine e il corpo forestale, nonché avviare indagini epidemiologiche al fine di comprendere il livello di contaminazione della catena alimentare; introdurre sistemi di sorveglianza nel settore sanitario e registri di mortalità, di tumori e di altre patologie (come previsto dalla legge n. 179/2012), al fine di “monitorare l’incidenza dell’inquinamento provocato dai rifiuti tossici e radioattivi sella popolazione e sull’ambiente”; DIFFUSIONE PUBBLICA dei nominativi delle società “coinvolte a qualsiasi titolo nella produzione, nel trasporto e nello smaltimento di rifiuti tossici”; INASPRIMENTO delle pene per i reati ambientali, da equiparare “a tutti gli effetti, sostanziali e processuali, a quelli di stampo mafioso.
Salvatore Onofaro Presidente Consiglio comunale Qualiano.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews























