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mercoledì 16 Settembre 2026
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Lettera al direttore. Marano, alberi dimenticati e giardini nel degrado: «L’ambiente si difende solo quando fa comodo»

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Egregio Direttore,
da settimane il vostro giornale dedica spazio alla vicenda del cestista americano in visita al campetto pubblico nei pressi della chiesa dell’Immacolata a San Rocco. Una storia che, al di là dell’aneddoto, appartiene ormai alla lunga cronaca della devastazione di Marano. Quel campetto, peraltro, pare sia stato finanziato e sia in fase di ripristino — burocrazia permettendo.
Vorrei però riportare l’attenzione su qualcosa che non fa notizia, non attira telecamere o altro : il piccolo giardino che corre lungo un tratto della scuola “Socrate”, nel vialetto compreso tra il muro di recinzione dello stadio Nuvoletta e quello dell’istituto scolastico. Un giardino che nessuno vede.
In quello spazio, che dovrebbe essere parte integrante dell’ambiente scolastico, vegetano — o meglio, sopravvivono — tra l’immondizia più invereconda:
• una Sophora japonica, albero delle pagode,
• un ligustro lucido,
• una probabile Aralia elata,
• un albero dei rosari,
• un albero delle lanterne.
Sono essenze ornamentali, alcune di pregio, che altrove verrebbero curate, valorizzate, protette. Qui invece vegetano nell’abbandono più totale, ignorate da tutti: studenti, cittadini, amministrazione.
E allora mi chiedo: dove sono i fanatici del cambiamento climatico, sempre pronti a impartire lezioni di ecologia? Forse troppo impegnati, proprio di fronte a quel giardino, a “dipingere” con assidua frequenza i muri dello stadio, esponendo passanti e studenti alle “salutari” esalazioni tossiche delle vernici.
Mi domando: gli alberi non erano utili per l’abbassamento della temperatura? Non erano “patrimonio verde” da difendere? Perché si porta in visita un americano per due canestri, e nessuno fiata per questo pezzetto di giardino che riguarda una scuola con mille ragazzi? I soliti “sinistri” ?
Lo spazio gioco libero non è più importante della salute, della bellezza e della dignità di un luogo frequentato ogni giorno da centinaia di studenti ma ci corre insieme
Una conclusione inevitabile
Mi vengono in mente i Farisei: pronti a proclamare, a mostrarsi, a predicare. Molto meno pronti a guardare, a curare, a custodire.
Finché a Marano si continuerà a celebrare l’ambiente solo quando conviene, per demagogia politica e a ignorarlo quando richiede responsabilità, nessun campetto ripristinato, nessuna visita americana, nessuna retorica verde potrà nascondere la verità: non sappiamo prenderci cura neppure degli alberi che già abbiamo. VERGOGNA!!
ENZO
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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