La rivelazione di Lavitola ai giudici: “Chiesi a Ranucci di non fare più servizi contro Dell’Utri. L’attentato? Per il suo bene”

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“Voler far del bene a Sigfrido Ranucci”. Valter Lavitola, nel terzo interrogatorio davanti ai giudici, all’udienza del Riesame, terminato dai pochi minuti, ribadisce il concetto già espresso: “L’attentato del 16 ottobre contro Sigfrido Ranucci era a fin di bene”. Ma c’è un altro dettaglio che emerge dall’interrogatorio del 12 agosto e inserito nella memoria di 7 2 pagine. Lavitola racconta di aver chiesto a Ranucci di”non far più puntate contro Marcello dell’Utri, ha il tumore e basta”.

La Procura invece descrive un attentato costruito per produrre solidarietà. L’unico diktat dato a Clesio e agli attentatori irrevocabile e sulla quale”non si poteva assolutamente come dire cambiare indicazione era che non si dovesse far male a nessuno, che non si dovesse far danno”. All’uscita dall’udienza il legale Arturo Cola ammette:” Lavitola tifava per la cacciata dalla Rai di Ranucci, il suo sogno era produrre una trasmissione con lui”. Lo stesso Cola sgancia una bomba: A marzo 2026 Lavitola avvisò Ranucci e Autieri sul pista israeliana dietro la bomba. Strano che Ranucci non avesse avvisato la Procura e non ne abbia mai parlato”.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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