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Roma si inchina ai piccoli campioni del Maestro Giuseppe. E tra i big, Anna Cuorvo prenota Los Angeles: “Sono tornata per l’Olimpiade”.
ROMA – C’è un filo d’oro (e d’argento, e di bronzo) che unisce il tatami del Foro Italico al futuro del taekwondo italiano. Quel filo lo stringe tra le mani, ancora una volta, il Maestro Giuseppe Napolano. Nella cornice monumentale di Roma, il Kim e Liù 2026 – la Champions League del taekwondo giovanile europeo – si è trasformato nel festival dei “Cangurotti”. Un dominio assoluto, fatto di tecnica結晶, cuore e una maturità emotiva sorprendente per la loro età.
Il successo dei piccoli campioni è il manifesto di una scuola che non smette di sfornare talenti, supportata come sempre dal partner strategico TSM, main sponsor che sposa i valori più sani dello sport giovanile e permette a questi ragazzi di vivere sogni a cinque cerchi.
Il Medagliere: Pioggia di Metalli Preziosi
Il bilancio finale della spedizione romana è da brividi. I ragazzi di Napolano hanno scalato le classifiche, piazzando atleti su ogni gradino del podio.
Oro Stellare Arianna BUONGIARDINO: Semplicemente perfetta. Una prestazione maiuscola, un cammino senza sbavature che l’ha portata sul gradino più alto del podio romano. È lei la regina del Foro Italico.
Gli Argenti che valgono un TitoloUn poker di secondi posti arrivati al termine di finali tiratissime e di livello tecnico stellare, dove i dettagli hanno fatto la differenza:
Sabrina Perrotta: Una guerriera indomita, cede solo per un soffio dopo un match combattuto colpo su colpo fino all’ultimo secondo.
Asia Pacileo: Spettacolare per acume tattico, sfiora il gradino più alto dimostrando una crescita esponenziale.
Camilla Di Gennaro: Eleganza e precisione nei calci alti, si arrendo solo ai punti al termine di una finale da brividi.
Melissa Rocca: Straordinaria nel confermare la solidità del team, combatte con una grinta leonina che fa ben sperare per il futuro.
I Bronzi della DeterminazioneSalire sul podio al Kim e Liù è un’impresa titanica. Loro ci sono riusciti con i denti, con il cuore e con la classe:
Maddalena Colletta: Una certezza assoluta sul quadrato. Trova un bronzo pesante che premia la sua straordinaria crescita.
Domenico Di Rosa: Carattere da vendere, si ferma solo in semifinale mostrando una determinazione d’acciaio.
Ciro Caputo: Cuore e rapidità d’esecuzione, conquista un terzo posto che brilla come l’oro per come è stato cercato e voluto.
Al di là delle medaglie, ciò che impressiona è l’atteggiamento: lealtà, rispetto e una gioia contagiosa nel combattere.” – commentano gli addetti ai lavori a bordo tatami.
Oltre ogni barriera: Suemi Ricci illumina il Grand Prix
La conferma definitiva della totale apertura mentale e tecnica della scuola Napolano arriva però dal palcoscenico mondiale del Grand Prix di Roma. A scendere in campo nel Para-Taekwondo è stata la straordinaria Suemi Ricci.
La sua presenza e la sua prestazione davanti all’élite planetaria della disciplina non sono solo un orgoglio sportivo, ma la prova provata della duttilità del Maestro Giuseppe Napolano: una guida capace di declinare la propria scienza del combattimento per qualsiasi tipo di atleta, abbattendo barriere e cucendo addosso a ciascuno la preparazione perfetta. Lo sport inclusivo, portato ai massimi livelli mondiali.
Il “Caso” Cuorvo: “Voglio Los Angeles!”
Ma la ditta Napolano non si ferma al settore giovanile e al settore paralimpico. La dimostrazione vivente che il Maestro sa forgiare talenti di qualsiasi fascia d’età arriva dai Campionati Italiani, dove è andato in scena il ritorno più atteso.
Dopo un anno sabatico speso a studiare e allenarsi a Roma proprio fianco a fianco con il suo mentore, Anna CUORVO è tornata sul quadrato. Il risultato? Un autentico tornado. Anna ha letteralmente asfaltato la concorrenza, riprendendosi il titolo nazionale con una superiorità imbarazzante: un percorso perfetto, senza concedere nemmeno un singolo round alle avversarie e demolendo le prime due contendenti per KO tecnico.
Un cammino trionfale che lancia un messaggio chiarissimo, che profuma di zolfo e determinazione, a tutto l’ambiente azzurro, con il grido che è rivolto direttamente al Ct della Nazionale, Claudio Nolano:
“Sono tornata. E adesso voglio il mio posto per le Olimpiadi di Los Angeles”.
Il Fattore Napolano: Fabbrica di Talenti
Dall’entusiasmo contagioso dei bambini del Kim e Liù alla classe internazionale di Suemi Ricci nel Para-Taekwondo, fino alla fame olimpica di Anna Cuorvo: il denominatore comune è sempre lo stesso. Il Maestro Giuseppe Napolano si conferma un catalizzatore di talento puro, un tecnico poliedrico capace di lavorare sulla testa e sulle gambe degli atleti, trasformando i bambini in campioni, abbattendo i limiti e preparando i campioni per le sfide più grandi del mondo. I “Cangurotti” hanno le ali, e il volo è appena cominciato.






















