Si chiamava Anna Democrito, aveva 46 anni ed era un’operatrice socio-sanitaria presso la Rsa per anziani “Monsignor Apa” di Catanzaro. Viveva con il marito e i suoi tre figli in un quartiere residenziale non lontano dal centro, una zona tranquilla, legata alla vita di parrocchia e lontana da contesti di degrado. Nella notte si è alzata mentre il marito dormiva, ha preso i bambini ancora addormentati e li ha vestiti con abiti eleganti, quelli delle occasioni speciali, come la prima comunione. Poi li ha portati sul balcone al terzo piano e si è lanciata con loro nel vuoto. Quando i soccorritori sono arrivati, stringeva ancora tra le mani un rosario. Due dei figli, un neonato di appena 4 mesi e una bambina di 4 anni, sono morti. La terza, di 6 anni, è ricoverata in condizioni gravissime. Sull’asfalto ora rimane solo un ciuccio rosso, con ogni probabilità appartenente al bambino più piccolo, di soli quattro mesi
Chi era la donna
Chi la conosceva la descrive come una persona tranquilla, schiva, mai sopra le righe. Una donna che conduceva una vita semplice, divisa tra il lavoro nella struttura per anziani e la famiglia. In quartiere era conosciuta come una madre presente, molto attenta ai figli e profondamente credente. Frequentava la parrocchia della zona e partecipava alla vita religiosa, anche se negli anni, complice il lavoro e la famiglia, la sua presenza era diventata meno costante. Negli ultimi tempi, però, era tornata a farsi vedere più spesso. Il parroco, don Vincenzo, ha raccontato che viveva con una forte preoccupazione per i bambini e che le aveva suggerito di chiedere aiuto, di farsi supportare, ma lei avrebbe sempre mostrato timore. Anche i vicini parlano di una donna educata, discreta, mai protagonista di discussioni o problemi. “Siamo sconvolti. Avevamo qualche sospetto, ma nulla che facesse presagire quanto accaduto”
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